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Coppa Davis 2015: Finale, La Gran Bretagna batte il Belgio ed è campione del mondo dopo 79 anni

Posted on 28 Novembre 2015

 

Britain's Andy Murray (2nd R) holds up the trophy next to Britain's Jamie Murray (L) and Britain's Kyle Edmund (R) as they celebrate after winning the Davis Cup tennis final against Belgium at Flanders Expo in Ghent on November 29, 2015. Britain won the Davis Cup for the first time in 79 years in Ghent on Sunday when Andy Murray defeated David Goffin 6-3, 7-5, 6-3, in the first of the reverse singles for an unbeatable 3-1 lead over Belgium. AFP PHOTO / JOHN THYSJOHN THYS/AFP/Getty Images

Prima giornata

Tutto come da pronostico nella prima giornata della finale di Coppa Davis che per la 2a volta nella storia mette di fronte la Gran Bretagna e il Belgio (dopo la finale del 1904 con vittoria delle Isole Britanniche). Il palazzetto di Ghent in Belgio brulica di autorità compresi i reali belgi che sperano in una impresa storica per il loro Paese che rarissimamente si è imposto a livello mondiale sia per quanto riguarda il tennis, ma anche negli altri sport, a memoria possiamo solo ricordare il grande Eddy Merckx, detto il cannibal,e che riuscì a vincere il mondiale di ciclismo su strada per 4 volte, una da dilettante e 3 da professionista. Nel loro sport nazionale, il calcio, non sono mai andati oltre il 4° posto nei Mondiali di Messico 1986 quelli di Maradona, della mano di Dio e del gol del secolo, anche se nel 1920 riuscirono a vincere la medaglia d’oro nelle Olimpiadi di casa ad Anversa. Nel lato femminile del tennis sono riusciti a prendersi delle belle soddisfazioni a livello mondiale con le due grandissime Justin Henin e Kim Clijsters che oltre a vincere diversi Slam permisero alla loro Nazionale di vincere la Fed Cup nel 2001 ed arrivare in finale nel 2006 sconfitte dalle italiane in casa.

[BEL] David Goffin b. [GBR] Kyle Edmund 3-6 1-6 6-2 6-1 6-0

All’Expo Flanders una Nazione intera si stringe attorno alla propria squadra con la speranza di soverchiare il pronostico che sembra inevitabilmente favorire i britannici guidati dai fratelli Murray. Agevolati da un tabellone a dir poco scandaloso sono arrivati in finale senza dover affrontare nessun top 50 e giocando sempre in casa. Tutto sembra già scritto e il gap tra i numeri 1 e i numeri 2 delle rispettive squadre è talmente ampio che sembra non ci possa essere storia in tutti i singolari. Quando scendono in campo Goffin e Edmund tutti si aspettano una passeggiata da parte di David che è discreto giocatore anche sulla terra battuta, ricordiamo che da giovanissimo fece un grande exploit al Roland Garros nel 2012 quando arrivò al quarto turno eliminato solo da Roger Federer. Dall’altra parte della rete c’è Edmund che vanta un non invidiabilissimo score nel circuito ATP di 2-12, uniche 2 vittorie contro Stephane Robert numero 558 del mondo e Kenny De Schepper numero 82. Kyle non si fa intimorire dall’importanza dell’evento e parte a razzo lasciando attoniti tutti, compresi i britannici stessi che non si aspettavano una sua partenza al fulmicotone. Dopo un primo game molto combattuto in cui si va ad vantaggi dove Kyle è costretto a salvare 2 palle break inizia il black-out belga. Goffin non ne azzecca una al servizio, non regge il colpo e presto si trova sotto 5-0 senza mai dare l’impressione di avere in mano le redini del gioco. Nel 6° game ha una scatto di orgoglio e annulla un set point per poi brekkare nel game successivo, ma ormai i bui sono scappati e chiudere la stalla dopo aver subito un parziale così pesante non gli permette di rimettersi in carreggiata 6-3 e primo set Gran Bretagna.

Il secondo set procede sulla falsa riga del primo e tutti si chiedono come mai Goffin non reagisca a questa situazione così imbarazzante per lui e tutto il Paese che lo sostiene. Vero che i britannici partono favoriti ma perdere il primo rubber in questo modo sarebbe sacrilego per i belgi. Non c’è nulla da fare, i gratutiti di David continuano a fioccare e in 27 minuti perde il secondo parziale.

Si dice spesso che il tennis 3 su 5 è un altro sport rispetto a quello giocato al meglio dei 3 set e ancora una volta questo teorema trova la sua conferma in questo match. All’improvviso Goffin prende le redini della situazione, durante un time out il capitano Johan Van si trasforma in Panoramix e dà a David la pozione magica come ad Asterix e diventa invincibile. Dopo 90 minuti Kyle esce completamente dal campo e il suo crollo è verticale e in picchiata. Non riesce più a centrare la palla Goffin sale di livello e non ce n’è per nessuno. Vano è il tentativo del britannico di riportarsi in partita strappando il servizio nel 6° gioco che poi perderà in quello successivo. 6-2 e Goffin incamera il primo set e si porta sul 2-1.

Come troppo spesso visto sui campi in terra battuta del Roland Garros, a memoria si potrebbe citare la partita di John Isner contro Rafael Nadal del 2011, il migliore esce sempre alla distanza e la terra battuta è sempre una buona alleata di chi è sulla carta è il più forte. Kyle vorrebbe fare qualcosa ma l’umiliazione subita è di quelle cocenti: vinto il 2° gioco del 4° set non ne vincerà più, subito un parziale di 12 giochi a zero spedisce nello sconforto i britannici che ci avevano creduto nel colpaccio, ci sono molte recriminazioni ma Edmund non è stato cinico e la Gran Bretagna così incamera il primo punto della sfida.

[GBR] Andy Murray b [BEL] Ruben Bemelmans 6-3 6-2 7-5

Tutta la pressione dei britannici preme sullo scozzese Andy Murray che è chiamato ancora una volta a fare le veci di Fred Perry, per quanto Fred sia stato molto più forte di Murray in termini assoluti essendo stato il primo nella storia a fare il cosiddetto Career Grand Slam, ossia vincere tutte e 4 le prove del Grande Slam almeno una volta nella carriera e vincitore di 4 Coppe Davis consecutive e numero 1 del mondo. Il buon vecchio Fred è saltato fuori nel 2012 quando Andy vinse a Flushing Meadows, ancora una volta a Wimbledon nel 2013 e adesso per la finale di Davis; forse completando questa inedita tripletta l’ombra di Perry potrebbe non aleggiare più sopra la testa di Murray troppo facilmente definitivo “british” piuttosto che “scottish”. Si è detto spesso che quando il gelataio di Dunblane perde sia scozzese e quando vince britannico, ma sono solo chiacchiere da bar. La LTA, la Federazione britannica è stata sempre unita non distinguendo come in altri sport le autonomie locali del Galles, Scozia e Irlanda del Nord, addirittura fino al 1922 nella Nazionale della Union Jack era compresa anche l’Irlanda che ha saputo sfornare grandi campioni soprattutto agli albori del tennis come Joshua Pim vincitore di 2 edizioni di Wimbledon.

Il match non riserva alcuna sorpresa come aveva fatto quello precedente e Murray pareggia i conti dopo la prima giornata. Bemelmans fa vedere delle pregievolezze, emblematica è la statitica di 8 dropshot a 0 che appare in sopraimpressione, ma nel tennis non vince chi è più bello, ma chi vince l’ultimo punto. Il Dolgopolov belga non è costante come dovrebbe e Murray, che quest’anno si è tolto delle belle soddisfazioni sulla terra battuta vincendo il suo primo titolo a Monaco di Baviera su questa superficie, seguito dal clamoroso titolo a Madrid, in casa del clay GOAT Nadal strapazzato in finale come raramente si era visto, fa il suo compito e chiude in 2 ore e 27 minuti. Nessuno dei 3 parziali è combattuto e questa sarà una costante per tutta la prima giornata: nonostante la Gran Bretagna subisca dei break la vittoria finale non è mai messa in discussione e la paritita si chiude presto mettendo nel doppio una pressione supplementare che già di suo alla vigilia della sfida seembra essere l’ago della bilancia.

Seconda giornata

Andy Murray/Jamie Murray b. Steve Darcis / David Goffin 6-4 4-6 6-3 6-2

Come di consueto la seconda giornata della Coppa Davis è dedicata al doppio e come era già successo nella prima giornata non ci sono sorprese e la Gran Bretagna porta a casa il preziosissimo 2-1 che a questo punto della competizione sembra essere determinante avendo così 2 colpi in canna da sparare per aggiudicarsi il titolo.

Il cielo sopra Ghent è splendente, gli uccelli volano, la gente passeggia, i mezzi pubblici girano regolarmente (ma che cavolo scrivo!). A scendere i campo sono i 2 fratelli Murray ormai coppia fissa in questa edizione della Davis e dall’altra parte ci sono i migliori del Belgio che non tengono conto degli specialisti del doppio e schierano i 2 che possono dargli più affidamento, ma tutto risulterà vano perchè da un lato c’è un grande doppista quale è Jamie Murray e il numero 2 del mondo Andy Murray che ha sempre disertato la specialità pur riuscendo a vincere 2 titoli in carriera: 1 a Valencia nel 2010 e 1 a Tokyo nel 2011.

Il primo parziale è all’insegna dell’equilibrio: gli errori sono pochi e a giovarne è lo spettacolo anche se la suspence sembra al minimo. Andy serve per primo e tiene il servizio a zero. Replica Darcis con la stessa moneta e siamo sull’1-1; si procede su questa falsa riga fino al 4 pari quando ad avere la prima palla break è Darcis che spreca e tutto torna alla normalità. Nel game successivo arriva la prima scossa della partita con l’esiziale break concesso dai belgi sul set point che arriva grazie ad una pregevole volèe a rete. 1-0 Gran Bretagna.

Nel secondo parziale il Belgio alza provvisoriamente la testa quando alla terza palla break nel 3° gioco riesce finalmente a strappare il servizio agli avversari. La Flanders Arena ci crede e annullata un’altra palla che scotta sul 3-2 riesce a mantenere tutti i turni di battuta e così pareggiare i conti. 1 pari.

Se fino a questo momento le palle break e i break erano stati rarissimi da qui in poi si assiste alla fiera del break: i primi a cadere sono i fratelli Murray, i belgi viste le imminenti festività natalizie concedono regali a profusione e cedono subito il loro servizio. Il game successivo fila liscio, ma quello successivo è ancora Santa Claus Belgio a regalare il game con una serie di errori imbarazzanti, per non essere da meno i fratellini scozzesi riconcedono il break, ma nella sfida dei regali prevalgono di gran lunga i belgi che mettono sotto l’albero il 3° break consecutivo, questa volta i britannici non vogliono restituire niente e approfittano per chiudere il set sul 6-3.

Nel quarto set il break per la Gran Bretagna arriva nel 3° gioco alla prima palla break del parziale. A parte Jamie è evidente che i giocatori in campo non sono dei doppi e sembra di assistere ad una gara di badminton con ripetute volèe la una parte e dall’altra che fanno girare la testa agli spettatori e alla fine a perdere il punto è chi sbaglia prima o cede a questo ludico braccio di ferro. Ottenuto il break i Super Murray Bros non intendono cederlo: emblematico è il 4° game che è anche il più spettacolare dell’incontro con 7 palle break annulate, si procede su questa falsa riga fino al 7° gioco quando i belgi cedono definitivamente le armi e spetta a Jamie dare il colpo di grazia e cominciare a fare sognare gli inventori del tennis.

Le flebili speranze belghe sono legate ai casi eccezionali in cui una squadra sotto 1-2 è riuscita a vincere poi la coppa: è successo 6 volte nel 1902, 1927, 1953, 1964, 2002 e 2010. La più emblematica della lista sembra essere quella del 1927 quando i moschettieri francesi riuscirono a battere il magico duo formato da Little e Big Bill e portare in Francia la coppa dopo che gli USA l’avevano vinta per 7 volte consecutive, ma Henri Cochet e Rene Lacoste sembrano essere di un’altra pasta rispetto ai modesti Darcis e Goffin, quest’ultimo chiamato a fare l’impresa contro il quasi sicuro futuro baronetto Andy Murray.

 

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