Roland Garros 1978: Borg e lo slam più dominato di sempre

Posted on 29 aprile 2016

1981 French Open

L’edizione 1978 del Roland Garros è speciale per tanti punti di vista. Il primo riguarda i 50 anni della nascita dello Stade de Roland Garros che venne eretto dalla Federazione francese di tennis per ospitare nel 1928 il challenge round della Coppa Davis dove, da detentori del titoli, i francesi, dopo la straordinaria vittoria a Philadelphia contro gli USA, avevano diritto al fattore campo. I francesi fecero le cose in grande e costruirono un immenso stadio per il tennis che oggi, rispetto agli tornei dello Slam sembra antiquato e superato, ma nel 1928 era assolutamente all’avanguardia. Per festeggiare questa ricorrenza il presidente Philippe Chatrier, cui sarebbe stato dedicato il centrale di questo impianto, aveva invitato per omaggiarli i 4 moschettieri della Francia per 6 volte consecutive campioni del mondo, ed erano nell’ordine: Henri Cochet, Renè Lacoste, Jean Borotra e Jacques Brugnon. Quindi fin da subito si era capito che sarebbe stata una edizione storica.

Il tabellone aveva tra le proprie fila il numero 1 indiscusso della terra battuta, Bjorn Borg, che dopo essere stato sconfitto nel 1976 da Adriano Panatta, aveva deciso di non partecipare al torneo preferendo nel 1977 delle “esibizioni” molto lucrose per il World Team Tennis (lega professionistica americana) che con il senno di poi si rivelerà una scelta poco azzeccata dal punto di vista soprattutto del prestigio. Nonostante questo Borg aveva dalla sua i 2 titoli conquistati da giovanissimo: il primo a 18 anni nel 1974 (qui l’articolo che parla di quella vittoria) poi bissato nel 1975. Nel 1976 era riuscito a vincere a Wimbledon e aveva ripetuto l’impresa anche nell’edizione successiva ponendosi come il primo tennista della storia ad essere competitivo sia nello Slam su rosso sia in quello sull’erba con la stessa facilità pur adottando una stile di gioco differente  a seconda dei campi che si trovava a calcare.

Nella prima giornata di gara ad essere protagonista è l’italiano Corrado Barazzutti che lo sarà per gran parte del torneo. Nel primo turno deve sudare 7 camicie per avere la meglio sul sudafricano John Yuil che è stato costretto al ritiro sul punteggio di 3-6 7-6 6-3. Il motivo del ritiro è stato un problema ad una gamba che non gli hanno permesso di continuare il match. Nel primo parziale il Barazza nazionale perde il servizio nel sesto gioco nel primo set e poi gli è fatale un doppio fallo nell’ottavo che gli costa il 3-6 iniziale. Il 25enne italiano non ci sta e nel secondo set non senza qualche soliloquio incoraggiante riprova la varietà del colpi e i suoi passanti che gli permettono di vincere al tiebreak. Tutto liscio invece per le altre teste di serie quali Dick Stockton e Tim Gullikson insieme al numero di 2 di Francia Patrick Proisy che passano agevolmente il primo turno.

La prima piccola sorpresa del torneo arriva con la vittoria del 20enne francese Gilles Moretton che riesce a stanare il numero 1 di Francia Francois Jauffret per 6-7 6-3 6-3 6-4. Moretton mette in campo una strategia aggressiva scendendo spesso a rete coadiuvato da un ottimo servizio che gli permettono di avere la meglio sul connazionale 36enne. Il biondo e alto Moretton è una macchina spara ace e ne mette a referto 3 nel terzo gioco del quarto set e altri 3 nel quinto gioco. Dando un occhio alle teste di serie emerge la vittoria di Harold Solomon finalista del 1976 e testa di serie numero 8 che ha la meglio sul britannico John Feaver per 6-2 7-5 6-2. Molto facile è l’esordio per il detentore del titolo Guillermo Vilas opposto al neozelandese Onny Parun. L’argentino si è imposto per 6-0 6-4 6-0 ma, contrariamente a quanto possa fare pensare il punteggio, ha dovuto faticare a causa di errori molto veniali su palle molto facili. C’era grande attesa per il ritorno di Arthur Ashe che aveva saltato quasi tutta la stagione 1977 a causa di un infortunio al tallone e questa è stata ripagata con la vittoria contro Phil Dent per 6-4 6-4 6-2. Dopo questo primo giro notiamo che a mancare tra i big sono: Jimmy Connors che continua il suo boicottaggio dell’evento dopo l’esclusione del 1974 e che però rientrerà l’anno successivo. A mancare è anche Ilie Nastase, campione nel 1973, che ha preferito andare a giocare negli USA il World Team Tennis.

Borg ha in programma il primo turno il primo mercoledì del torneo che lo vedrà opposto al francese Éric Deblicke. Quello che tiene banco in queste prime fasi del torneo è l’attesa della sfida tra Vilas e Borg che per il momento vede avvantaggiato lo svedese in maniera netta, ma Guillermo è un uomo senza peli sulla lingua e non le manda a dire e dichiarerà: “Se non pensassi di avere le armi per poter battere Bjorn non parteciperei a questo torneo“. Dello stesso avviso è anche Brian Gottried un atipico terraiolo americano che non guarda ad un eventuale sfida con Borg,  ma pensa ai match ad uno ad uno. Vilas aggiunge ancora che:”Non c’è nessun complesso, io ho vinto il Roland Garros e gli US Open l’anno scorso e non si non può parlare di complesso. Borg ha un gioco del tutto simile al mio, ma lui è più veloce e io sono leggermente più forte“.

All’esordio Borg non ha nessun problema a sbarazzarsi di Deblicke che viene battuto per 6-1 6-1 6-1 in 70 minuti di gioco.  Bjorn si sente particolarmente in forma galvanizzato anche dalla recente vittoria gli Internazionali d’Italia dove aveva battuto in finale Adriano Panatta, Panatta che è stato spesso bestia nera per lo svedese e sarà l’unico giocatore a batterlo al Roland Garros. Deblicke, intervistato a fine match, dirà che:”Borg è assolutamente ingiocabile, ho provato  a mettere in campo tutte le mie armi, ma alla fine tutte sono risultate vane“. Il ritorno a Parigi del campione svedese ha risvegliato l’ardore delle giovani ragazze che hanno potuto gioire e applaudire il loro idolo assente ingiustificato nella passata edizione.

Mentre Borg continua senza alcun ostacolo dall’altra parte del tabellone Guillermo Vilas fatica già nel secondo turno quando è costretto al quinto set dall’americano Bill Martin che viene eliminato con il punteggio di 6-2 2-6 3-6 6-2 6-4. Il poeta della Pampa si era trovato sotto 1-4 nel set finale. Guillermo si è salvato per il rotto della cuffia riuscendo a recuperare lo svantaggio e ad ottenere il break che fa girare la partita nel sesto gioco. Martin era riuscito a battere Vilas a Wimbledon nel 1977 e quindi questa prestazione non desta tanto scalpore.  L’argentino a fine match dirà:”Egli (ndr Martin) ha avuto il match in mano ma non l’ha saputo portare a termine“. Mentre tutti i grandi avanzano si registra la sconfitta a sorpresa di Adriano Panatta che viene eliminato da Jeff Borowiak con il punteggio di 5-7 6-1 6-4 6-4.

Borg è semplicemente troppo forte per tutti gli avversari che fanno parte del field. Alcuni sono più vicini, altri più lontani, ma la sostanza non cambia e il risultato finale è sempre lo stesso. Al secondo turno a fare le spese di questa condizione straordinaria è Rick Fagel che riesce ad accumulare in solo game in tutta la partita ed esce sconsolato con il punteggio di 6-0 6-1 6-0 in 65 minuti. Bjorn sa di essere in grande forma e se qualcuno gli chiede di essere clemente con un avversario nettamente più scarso di lui, egli non mostra “pietà” avvalendosi di una famosa legge non scritta dello sport la quale recita che per onorare l’avversario bisogna sempre giocare al meglio anche se si è palesemente superiori. La descrizione della partita è quella di un monologo svedese in cui l’orso mette in mostra tutto il suo repertorio e, come se non bastasse, non commette quasi mai errori gratuiti, una grande arma che l’accompagnerà sempre durante il corso di tutta la sua carriera.

La notizia, o seminotizia se preferite, del terzo turno è che per la prima volta Borg perde il servizio nel torneo. Non è una notizia perché sulla terra battuta è lecito aspettarsi dei break anche da giocatori di livello inferiori perché la lentezza della superficie non permette al servizio di essere così incisivo come nelle superfici veloci. Ma nonostante tutto ancora una volta il punteggio è severo e Paolo Bertolucci deve arrendersi come avevano fatto i suoi predecessori allo strapotere svedese. Il 26enne italiano raccoglie solo le briciole e i numeri parlano chiaro: 76 minuti di partita, 4 punti vinti nel primo set, 17 nel secondo e 17 nel terzo con 9 vincenti e 8 errori di Borg. Il dato ancora più inquietante è che Bjorn ha commesso un solo doppio fallo in tutto il match.

Per trovare un po’ di spettacolo non bisogna guardare i match della testa di serie numero 1, ma concentrarsi sugli altri giocatori che si trovano più o meno sullo stesso livello. Così il mattatore della prima settimana diventa Vilas che fa fatica a proseguire, ma comunque riesce ad andare avanti. Nel quarto turno ha la meglio su Arthur Ashe che penalizzato pesantemente dal rientro dopo l’infortunio non ha potuto mettere in mostra tutto il suo tennis. “Non ho potuto muovermi come avrei voluto e se avessimo giocato 10 anni fa avrei vinto iodichiara l’americano che con in suoi 34 anni è ormai il veterano del gruppo mentre Guillermo è un giovano rampante che si trova nel suo prime. Corrado Barazzutti mette in mostra tutto il suo spirito latino nel match vinto contro Patrice Dominguez. Spirito latino perché Corrado è molto sanguigno, un giocatore che mette in mostra tutte le sue emozioni e non disdegna anche qualche gesto fuori dalle riga come rompere la racchetta, che ricordiamo è di legno ed è molto difficile da spaccare, suscitando sì i fischi del pubblico, ma ritornando subito concentrato nella partita. Alla fine ottiene una vittoria in 4 set con il punteggio di 5-7 6-4 7-5 6-2 continuando la sua corsa.

Roscoe Tanner, americano soprannominato come il bombardiere di Chattanooga, è il prototipo di giocatore costruito appositamente per mettere in difficoltà Borg, infatti sarà lui che opporrà maggiori ostacoli alla conquista del titolo da parte dello svedese. Tanner ha un servizio super, è un servebot ante-litteram e, come se non bastasse, è anche mancino, per cui adotta molto spesso il servizio in slice che mette in difficoltà tutti soprattutto i destri che devono rispondere ad un palla che arriva con un effetto molto pericoloso da contrastare. Roscoe voleva rovinare la festa di compleanno di Borg che pochi giorni prima aveva compiuto 22 anni, ma non c’è riuscito, di contro però ha strappato per ben 3 volte il servizio al suo avversario, vinto 12 game e portato il terzo set al tiebreak. Tanner non nasconde il rammarico per non avere concretizzato la vittoria del terzo set, parziale che è arrivato fino al tiebreak che ha perso l’americano avanti 5-4, ma qui non ha funzionato il rovescio e a causa di errori gratuiti anche piuttosto gravi ha finito per perdere set e di conseguenza l’incontro.

Facendo un giro per gli altri campi si registra la vittoria di Eddie Dibbs che accede così ai quarti di finale battendo il polacco Wojtek Fibak per 6-3 7-5 6-1 non senza una piccola polemica. Dibbs aveva accennato una timida protesta per una palla dubbia e dagli spalti si sente:”Tu sei un americano, allora comportati come tale!”. Secca la risposta di Eddie che ribatte:”Stai zitto e vai a casa!”. Raul Ramirez riesce a sconfiggere in una battaglia di nervi il paraguayano Victor Pecci e Barazzutti ha la meglio su Stanislas Birner per 6-1 6-4 6-1. Le condizioni atmosferiche non sono ideali per giocare e si intervallano molto spesso vento e pioggerellina che però non bloccano l’andamento regolare dei match pur dando qualche leggero fastidio.

A giocare per prima i quarti di finale è la parte bassa con Vilas impegnato con Hans Gildemeister e Manuel Orantes con Dick Stockton. Il detentore del titolo deve faticare 5 set per avere la meglio su Hans un cileno che oggi definiremo “quadrumane”, ossia un giocatore che colpisce sia il dritto che il rovescio a 2 mani. Solo dopo 3 ore e 22 minuti davanti agli 11.000 spettatori dello Stade de Roland Garros porta a casa il match. Nell’altro quarto invece si registra la vittoria un po’ a sorpresa dell’americano Dick Stockton che riesce a battere la testa di serie numero 5 Orantes. Manuel si prende il primo parziale con uno splendido gioco a rete, ma Dick ritorna subito nel secondo e costringe il suo avversario a indietreggiare fino alla linea di fondo con il suo potente servizio e passando lo spagnolo quando questi si presenta a rete. Per Stockton si tratta della vittoria più importante sulla terra battuta e a fine match non nasconde la sua soddisfazione:”E’ il mio miglior match sulla terra battuta della mia carriera, ho giocato bene e messo in campo il giusto numero di prime palle in campo tenendo bene i miei turni di battuta“. (Il punteggio finale dell’incontro è di 5-7 6-3 6-4 6-4 contrariamente a quanto riporta il sito ufficiale della FFT rintracciabile in questo link). Ma torniamo a Vilas. Gildemeister che aveva battuto l’argentino in Coppa Davis nel marzo di quell’anno in una partita giocata sulla terra battuta non ci sta a fare la vittima sacrificale e sfrutta ogni parte del campo per far girare a vuoto l’avversario colpendo la palla come un giocatore di baseball. Il primo set è subito andato, ma Hans si riprende subito nel secondo parziale breakkando nel sesto gioco a zero e a 15 nell’ottavo. Vilas stranamente evidenzia segni di impazienza che sono insoliti per il suo personaggio e non manca di blaterare con il suo coach e amico Ion Tiriac. Questa insicurezza produce diversi errori gratuiti e come se non bastasse anche dei doppi falli che non possono passare inosservati e così Hans pareggia i conti. Da qui in avanti si registra un match altalenante dove il cileno è bravo a vincere il quarto set dopo aver perso malamente il terzo, si porta avanti di un break anche nel set decisivo ma alla fine deve cedere e così in semifinale va Vilas.

La parte alta è sempre dominata da Borg che nei quarti di finale non ha nessuna pietà del malcapitato giocatore messicano Raul Ramirez. Il punteggio è severo, 6-3 6-3 6-0, e anche il tempo dimostra ancora una volta una superiorità schiacciante. Un’ora e 21 minuti sono sufficienti per ritornare in semifinale. Un po’ di match c’è e Ramirez scappa subito sul 2-0 nel primo set strappando così il servizio all’avversario, ma è solo un fuoco di paglia. L’orso riesce a inanellare un parziale di 11 giochi consecutivi e si ritrova in vantaggio per 6-3 5-0, Ramirez vince altri 3 game consecutivi prima che Borg possa chiudere il secondo parziale. Nessuna notazione da fare per il terzo e ultimo parziale che mette a referto il 4° bagel di Borg in questo torneo. L’ultimo quarto finale è sicuramente più spettacolare e per gli addetti ai lavori è uno dei miglior match che si sono giocati fino a quel momento. Barazzutti riesce ad avere la meglio su Eddie Dibbs senza che sia mancata una certa sofferenza testimoniata soprattutto dai 4 set point che non sono stati concretizzati dall’americano. Drammatico è stato il tiebreak del secondo set in cui l’italiano è riuscito a vincere per 11 punti a 9 chiudendo poi per 6-2 7-6 6-1. Intervistato a fine match sul suo prossimo incontro con Borg alla domanda cosa intende fare per fermare lo svedese risponde:“Mi devo procurare una pistola e sparargli“. Frase pepata ed equivoca, ma da come si metteranno le cose non aveva proprio tutti i torti.

La semifinale tra Borg e Barazzutti è una delle “non partite” più famose della storia del tennis. L’italiano che aveva ben figurato in tutto il torneo è annichilito dallo svedese il cui punteggio conoscono tutti: 6-0 6-1 6-0. Quel game è stato forse salvifico per la dignità di Corrado che come sempre non manca di fare una battutina dicendo che almeno qualcosina è riuscito a strappare a Bjorn che in 81 minuti di match non ha nessun problema di sorta. Tutto ha funzionato a meraviglia: il servizio, i passanti, il topspin e nonostante Barazzutti sia un buon terraiolo non ha potuto fare niente per contrastare l’avversario. A fine match dirà:”Forse [Borg] è battibile sull’erba, ma sulla terra battuta è invicibile“. Nell’altra semifinale finalmente il defending champion riesce a mettere in mostra un’ottima prestazione contro il sorprendente Dick Stockton e così si presenta all’atto conclusivo per difendere il titolo. il punteggio dell’incontro con la testa di serie numero 10 è netto e non ammette repliche: un 6-3 6-3 6-2 che fanno ben sperare per la finale anche se sanno tutti che Borg è il netto favorito avendo vinto 11 dei 15 scontri con l’argentino.

La finale si rivela quasi tautologica. Borg vince per 6-1 6-1 6-3 e porta a casa il suo terzo Roland Garros il più dominato della sua carriera e lo Slam più dominato di sempre. Nel 1980 ne collezionerà un altro altrettanto dominato però con più game nel passivo (38). Qui ha perso solo 32 game che rimane ad oggi il record dell’era Open in tutti gli Slam in un torneo 3 su 5 con 7 partite disputate. Vilas non può nulla contro Bjorn e l’unica sua soddisfazione è quella di strappare il servizio all’avversario per 2 volte e tenerlo per 3 e giocare uno scambio di 86 colpi entrato nella storia. Fine. A Bjorn va un assegno di $42,000 e subito dopo averlo intascato non manca di ribadire come il suo obiettivo per quell’anno sia anche e soprattutto Wimbledon. Ce la farà a vincere anche ai Championships facendo registrare un grande achievement quale la doppietta Roland Garros-Wimbledon che non riusciva dai tempi di Laver nel 1969 e che sarà replicata solo da Federer nel 2009 e Nadal nel 2008 e 2010, lui ci riuscirà per 3 anni di fila. Uno dei record più grandi della storia del tennis.

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