Tag Archive | "Australian Open 2017"

Australian Open 2017 Day 6. Saturday Night Fever

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Classifica parziale TML Challenge

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Australian Open 2017 Day 5. Thank God It’s Friday

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Australian Open 2017: Day 4, Thursday never looking back

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Australian Open 2017: Day 3, The Resurrection

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Australian Open 2017: Day 2, The Day After

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Sommario Day 1

Prima di cominciare questa nuova giornata degli Australian Open un breve riepilogo della prima giornata del singolare maschile

Prima giornata subito movimentata in quel di Melbourne. Si parte come di consueto alle 11 di mattina con un sole battente tanto caldo che qualche giornalista attempato ha cercato in tutti i modi di procurarsi l’ennesima magra figura vestendosi con pantaloncini, camicia e pullover tipico da documentarista del National Geografic nel deserto australiano.

Si parte subito con una piccola perla statistica. Il pischello australiano Alex De Minaur riesce a battere Gerard Melzer al 5° set diventando, con i suoi 17.9 anni, il più giovane a vincere una partita in uno Slam dai tempi di Borna Coric che vinse contro Agli US Open 2014 a 17.84 anni contro Rosol. Finisce dopo 4 game l’avventura di Nicolas Almagro in una partita senza arte né parte contro Jeremy Chardy.

Se la cava al 5° set Victor Troicki che deve sudare più del dovuto contro Zum Zum che bene aveva fatto l’anno scorso, soprattutto nella prima parte di stagione, ma che poi si è perso per una selva oscura. Estrella Burgos continua ad esaltare il partito geriatrico che guida ormai il tennis maschile da diversi anni a questa parte. Con i suoi 36.49 anni non batte nessun record di anzianità, ci sono altri dinosauri insieme a lui: Stepanek e Karlovic su tutti (senza dimenticare Haas), batte l’idrocarburo francese Bedene che si è infiammato solo nel 4° set dove ha infilato un bagel e una serie di 8 game consecutivi prima di chokare. Harrison riesce ad avere la meglio sul bel Mahut che attende come un giamaicano la stagione sull’erba. Il cemento non è il suo habitat.

Scintille e choke fanno da sfondo ad una delle partite più affascinanti della giornata. La vittoria di Nishi, tds 5 sembrava scontata, ma Kuz il Russo ha dato mostra di grande precisione e a tratti anche di una particolare potenza che non gli si addice per via della stazza e soprattutto del fisico mingherlino. Rocambolesco il primo set che vince Kuz per colpa del tremendo triangolo break-controbreak-break. Mosso cambia i DNS del suo PC e arriva un parziale senza storia. 6-1 con 2 break. Più combattuto il 3° che è sempre di marca nipponica. Ci sono sempre 2 break, ma Sushi si sa brekkare lui per primo. 4° set da elettrocardiogramma con break-controbreak-break-controbreak. Chokers have to choke così Nishi si inventa un modo per portarla al 5°, dove ricordiamo essere infallibile. All’ingresso del parlamento di Tokyo c’è scritto:”ニッチジョン5” (Nishi in 5). La tenzone si potrebbe chiudere al 4° ma la tds 5 non ha mai il match point sulla racchetta, fa errori madornali e spreca malamente. Set decisivo senza storia però. Ancora 2 break, il primo azero sul 2-1 Kei e il 2° a chiudere. Per andare avanti Nishi dovrà sudare 7 camicie.

Prosegue la nostra carrellata con match di cui conosciamo solo il risultato. Potremmo fingere si averle viste, ma verremmo meno alla nostra etica professionale. Bene Piscia Zverev che butta fuori in 3 l’anonimo Garcia-Lopez. Dopo aver perso il primo set l’eroe di Church Road, Samquerreynumero1, dispone di Halys in 4. Luca Vanni, vanto degli italiani che ce l’hanno fatta, si ritira contro Berdych che non può far altro che dare la mano al suo avversario. Sarebbe stata una partita senza storia, ma così è senza pietà. No Mercy. Interrompe la striscia di 4 sconfitte consecutive Bernard Tomic che è uno dei pochi a vincere nettamente e senza subire break. 6-2, 6-1, 6-4 per laustraliano contro Bellucci. Rublev, altro pischello senza freno, alto magro, ma con una castagna niente male tentenna solo nel primo set contro Lu per poi vincere in 4. Altro risultato che incoraggia la Next Gen. Teenagers’ Dream. La chiude in 4 John Isner che perde solo il 3° set contro Khavchuk.

Cilic impiega più tempo del dovuto per avere la meglio su Jano. Incredibilmente il croato ha perso i primi 2 parziali anche se non è mai stato vicino a perdere se non per il canonico 75% che si usa in questi casi (remember winning probability). Jaziri vince un’altra partita anonima contro Go Soeda Go. 3 set senza storia (e forse immagini).

Debutto molto easy per il numero 1 del mondo che vince il 3 set contro l’ucraino Marchenko, ma per ambire al titolo e buttare via come a Capodanno la collezione di piatti dalla finestra bisogna sistemare qualcosa. Il break in apertura non è mai un buon segnale. Ok che il controbreak è arrivato a zero subito dopo, ma nei primi turni bisogna risparmiare energia. Ed è proprio “energia” la parola chiave della sfida sulla Rod Laver Arena. Andy vince in 3 ma spreca tanto. 2 ore e 50 minuti contro il numero 95 del mondo sono troppe. Il tempo si è protratto tanto per colpa dei tanti break. Oltre a quello in apertura c’è quello del 9° game del primo. Lo scozzese è stato sotto anche nel 2° per 3-1 per poi riprendere le redini del gioco sul 4 pari. Tiebreak molto equilibrato poi deciso solo da un solo minibreak in più. 3 contro 2. Finalmente il britannico che vuole fare le scarpe a Fred Perry, dopo che questo ha fatto le magliette, ha messo il turbo e nel 5° non c’è stata storia. 6-2 con 2 break e partita che va in archivio.

Tra gli invisibili ci sono i match tra Lajovic che fa fuori l’anziano Neutro Robert con un 6-3 periodico. Male, molto male Pablo che ha la peggio contro il piccoletto Schwartzy. Non è Arnold, anzi sì, se ci riferiamo alla famosa serie televisiva. Ok perde i primi 2 set, ma un 6-0 da Diego non si vede dai tempi del Grande Napoli e i Ragazzi della Curva B. Male anche Ramos Vinolas che perde al 5° contro Lacko. Nota di merito va a Khachanov, definito il nuovo Safin, magari! I centimetri di altezza sono quelli, ma forse mancano altri centimetri e sicuramente tante e tante donne per un uomo che non deve chiedere mai. Ma avrà tempo per eguagliare Marat nella vita professionale e dalla vita in giù. 3-1 per lui contro Mannarino.

Lorenzi continua a stupire dopo il fantastico 2015. L’età non è un handicap per lui, anzi, più diventa vecchio e più diventa forte. Il suo avversario non era un fulmine di guerra, ma per Paolino vincere nei tornei che non sono Challenger gli provoca sempre la sindrome di Stendhal. Questa volta è stato Duckworth ad esaltare l’italico valore nella pratica della pallacorda. Segue il suo connazionale anche il Seppi che ha la meglio su Mathieu. Nella grande sfida tra Q e derby a stelle strisce vince Rubin contro Bjorn, che non è Borg, ma è un italianizzato Fratangelo pronunciato malissimo dagli ammerigani. 5 set e vittoria sinusoidale per Noah (che è il nome, attenzione!) che affronterà Federer.

il sorpresone di giornata è arrivato da Bublik. In questi giorni aveva ricevuto l’attenzione di molti per l’ottima imitazione di Nadal, molto caricaturale, ma efficace, precisa e soprattutto comica, ma ha stupito tutti vincendo contro Pouille. Per il kazako si è  messa bene fin da subito, tanto per usare un eufemismo. Il 6-0 iniziale è stato un fulmine a ciel sereno. Un primo turno che da inosservato passa a quello più significativo. Lucas si riprende nel 2°, ma capitola clamorosamente nel 3° e 4°. Va detto però che il francese veniva da un infortunio e molto probabilmente ha avuto una ricaduta. Stoico a terminare il match, ma il risultato è chiaro.

Dudi sela cava con Granollers che vince il primo per poi sciogliersi alla distanza ed imbarcare un bel bagelozzo. Fa bene anche Dan The Man Evans che batte Bagnis in 3. Finalmente Tsonga si vendica dell’orrenda sconfitta a Rio de Janeiro rimediata l’anno scorso da Monteiro. Jo lascia per strada solo un set, ma l’importante era portare a casa la pagnotta. Benissimo anche per il fresco vincitore di Auckland Sock che batte il francese Pierugo per innalzare fino al trionfo la giornata degli americani completata dalla vittoria di 7 lamette Johsnon che dispone per 6-3 6-4 6-4 di Delbonis.

Il giocatore che ha impressionato maggiormente è stato Nick Kyrgios, protagonista di una straordinaria prova di forza contro Elias. 6-1 6-2 6-2 per lui in un’ora e 27 minuti a senso unico. Per un australiano che passa ce n’è uno che esce. Non ce la fa ad andare avanti Sam Groth che perde contro il belga Darcis conosciuto solo per aver battuto Nadal a Wimbledon, quando Nadal era ancora Nadal. Punto.

Match di giornata senza se e senza ma è stato quello tra Stan Wawrinka e Martin Klizan. Alla vigilia c’era aria di sorpresa e per poco questa non ci materilizza. Martin era uno degli unseeded più temibili e lo ha dimostrato. Primo set per lo slovacco che approfitta di uno Svizzera 2 non proprio preciso. Stan si riprende nei seguenti parziali recuperando un break nel 2° così come nel 3°. Match che sembrava in dirittura d’arrivo nel 4°, ma arriva l’esiziale break del 7° gioco e il Male che chiude per 6 giochi a 4. Stan sta per profondare al 5° quando va sotto 4-3 e servizio Klizan, fortuna per lui che si riprende subito il break per poi chiudere ancora con un break nel game finale. Ancora una volta Stan tentenna, ma si sa che nei primi turni è un po’ gigione, ma se arriva in fondo sono volatili per diabetici. Simpatico ma non tanto, la chiusura al volo di Stan sul 4 pari del 5° set in cui attenta ai gioielli di famiglia Klizan. Nulla di grave. Ma come avrebbe detto Clerici ricordando la finale del 1991 tra Becker e Lendl:”Voleva compromettere la capacità di procreare dell’avversario“.

Il match di chiusura sulla Rod Laver Arena ha centrato i suoi riflettori sul ritorno in un match ufficiale dello svizzero Federer. Si è parlato, riparlato e parlato ancora di lui. Un’attenzione un po’ troppo maniacale, ma si sa che Roger è il tennis, beh, cioè…L’avversario dell’altra parte era un giocatore più finito di lui. Jurgen Melzer nel 2010 era un nome che scottava. Stupendo fu lo scalpo di Nole al Roland Garros, ma da allora è scomparso, come tanti prima di lui. Si presenta a Melbourne da numero 300 del mondo. E qui non c’entra Sparta. E’ arrivato nel main draw per via delle qualificazioni e un Federer d’annata lo avrebbe sagomizzato e impallato, ma non questa volta. Il mancinismo è sempre stata una malattia per Rogè e ancora una volta abbiamo una dimostrazione. L’unica piccola grande arma che salva il campione svizzero è il servizio. Ci sono molti tanti giochi a zero, ma dei passaggi a vuoto preoccupanti e uno velocità degli spostamenti pachidermica. Il secondo set vinto dall’austriaco non è arrivato a caso, poteva essere grave: era da Wimbledon 2010 che il 17 volte campione Slam non perdesse un set al primo turno. Allora rischiò contro il colombiano Falla, ma questa è un’altra storia, direbbe Lucarelli. Ricordando sempre che i 2 contendenti sono coetanei la benzina è finita prima per Jurgen che ha subito un facile 6-2 6-2 per andare a casa. Ma se Roger vuole andare avanti ce ne sono di scale da salire. Il tabellone non è dalla sua. Ora c’è Rubin. Avversario di cui sappiamo poco, ma è l’opposto di Melzer, è giovane, ma ha poca esperienza. Di solito il vecchio Roger era bravo a battezzare le rampanti giovani leve, saprà farlo anche questa volta? Staremo a vedere.

 

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Australian Open 2017: Day 1, The Sunshine

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Australian Open 2017: Analisi Tabellone. Autostrada per Djokovic, per Murray ci sono Federer e Stan

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Dopo il monopolio che hanno caratterizzato gli Slam del 2015 e del 2016 finalmente ai nastri di partenza di uno dei tornei che fanno la storia ci sono 2 giocatori che sono sullo stesso livello: da una parte c’è Andy Murray, numero 1 del mondo con buon margine, dall’altra l’ex GOAT che ha perso il trono ma che è ancora avanti nelle classifiche che valutano le prestazioni in base agli avversari affrontati e non solo in base al turno del torneo che si è raggiunto. La finale di Doha ha resuscitato un Djokovic che sembrava in una fase calante, stranamente e pericolosamente calante, ma contro Andy ha tirato fuori la prestazione d’annata. Forse ha dato tutto quello che aveva in un partita che non fa la storia, ma ha lanciato un segnale:”Io sono ancora qua, eh già…“. I bookmakers così sono stati costretti a cambiare le carte in tavola dando ancora una volta favorito il serbo e di poco staccato il rivale scozzese. Le quote si sono sbilanciate ulteriormente alla compilazione del tabellone principale. Il sorteggio ha premiato senza dubbi il numero 2 e il suo dirimpettaio dall’altra parte dovrà sudare non poco per vincere il titolo che non ha mai vinto e confermare la leadership del ranking ATP.

Quarto di finale Murray-Nishikori

Dispiace per Andy ma per arrivare in fondo dovrà mettere l’anima in campo, ricordando, se mai ce ne fosse il caso, che ha vinto “solo” 3 Slam, quindi il 3 su 5 non è gli è stato così amico in passato. Il debutto è molto soft contro l’ucraino Marchenko, anche il secondo turno non sembra avere difficoltà: ci sarà forse il nuovo cantante dei One Direction Rublev, sempre freddo e pacato nei gesti bianchi. Lu si trova a disagio negli Slam e preferisce i ben più prestigiosi Challenger. La prima testa di serie pescata e che per regolamento si incrocia con un’altra secondo lo schema 1-8 vs 25-32 è la numero 31 rappresentata da Samquerreynumero1. L‘eroe del Wimbledonaço ha esaurito per almeno tutta la vita la quota dei miracoli sportivi e non fa più paura a nessuno, tranne a qualche decina di tifosi del serbo che speravano in grande. Alcuni segnalano il giovane De Minaur, classe 1999. Sarà il nuovo Laver, il nuovo Rosewall, il nuovo Philippoussis (ahia!) meglio non mettere pressione. Spacciati già in partenza sono Gerard Melzer, fratello di…, e Q Halys, pillola concorrente del ben più noto Viagra.

Nel quarto turno dovrebbe esserci il Most Improved Player del 2016 Lucas Pouille chiamato a confermare quanto di buono fatto nel 2016 e, perché no, di piazzare la zampata storica. Cervellotico il primo turno per lui, infatti sarà chiamato a risolvere in 3 su 5 il cubo di Bublik. Secondo turno contro Jaziri o Go Soeda. Difficile scegliere tra i 2, forse la Q prima del nome giapponese fa pendere la bilancia verso il tunisino, ma l’avete mai visto? Lasciamo perdere. Quasi scontato è lo scontro contro il bombardiere John Isner in fase calante della sua carriera ma con un terzo turno Slam, soprattutto sul cemento, ancora nelle sue corde.

Festival di “Q” senza la “U” nello spicchio di tabellone presidiato da Nishikori. Ci sono tanti sconosciuti per i meno avvezzi a seguire il tennis “minore”, ma c’è LUI. Il giapponese, testa di serie numero 5, dovrà vedersela all’esordio contro Kuznetsov, avversario piuttosto leggero. Scontro tra desaparecidos nel secondo turno con Chardy e Almagro figurine di se stessi che cercano una dimensione che gli è appartenuta ma che non arriverà più. Ma Mai sottovalutare il rovescio più veloce del West di Nicolas. Al terzo turno dovrebbe arrivare Ramos in Vino Vinolas, forse potrebbe spuntarla GranoLLers, ma essere entrato in tabellone senza essere lucky loser gli dà parecchio fastidio.

Dall’altra parte della sezione 2 del draw c’è Medioman Tomas Berdych che non rinuncia mai di arrivare in sordina ai quarti di finale di uno Slam per poi perdere contro il più forte. Al primo turno c’è Luca Vanni. Il tennista italiano, il tennista della gente, il tennista cui vorrebbero assomigliare tutti gli italiani che hanno preso in mano una racchetta. Mi faccio il primo turno di uno Slam, porto a casa la cospicua parcella e faccio il ganzo. Che sogno! Satorovo dovrebbe avere Mahut al secondo turno con punto interrogativo su Harrison, non il chitarrista dei Beatles. Dicevano di LUI, ma LUI chi è? Come mai l’hai portato con te? LUI è Roger Federer, 17 volte campione Slam con la testa di serie numero 17, così come lo fu Sampras agli US Open 2002. Nei primi 2 turni gli è andata bene pescando le 3Q di griffiniana memoria. Nel primi c’è la meteora Jurgen Melzer che prometteva bene nel 2010 ma poi stranamente scomparso. Nel secondo round non si sa chi scegliere tra Bjorn Fratangelo (campione nell’1 su 1 contro Nole quando questi era ancora il GOAT) e Rubin. 2 turni di passerella, truccati e pilotati ad hoc per lo svizzero che facendo bene i conti per diventare maggiorenne dovrebbe battere in sequenza Berdych, Nishikori, Murray, Gozilla e Mister Bison.

Quarto di finale Wawrinka-Cilic

Tutti, ma proprio tutti si sono dimenticati che il vincitore dell’ultimo Slam, sul cemento aggiungerei, è Stan Wawrinka, numero 4 del mondo e del seeding, che sembra messo lì un po’ abusivamente. Vero che sono passati buoni buoni un paio di inverni e di stagioni, ma la sua vittoria a New York è difficile dimenticarla. Il trislammico svizzero ha un primo turno molto difficile sulla carta. Martin Klizan è un tennista in ascesa e incontrarlo subito non è proprio il massimo. Secondo turno della stessa portata del primo con Delbonis Federico potrebbe dare molto fastidio, se non lui c’è Steve Johnson. Paradossalmente il terzo turno dovrebbe essere più agevole dei precedenti. Il capogruppo è Victor Troicki che ha dovuto abdicare in quel di Sydney dopo che l’anno scorso e quello precendente si era presentato a Melbourne con il titolo del New South Wales in saccoccia. Se non lui, chi? Lorenzi, Zum Zum, Duckworth. Mmmm. No.

Allo stesso tavolo di Stan c’è l‘amico di letto Nick Kyrgios chiamato a non fare lo sbruffone come sempre, o almeno a vincere e poi farlo per diventare un mito, il nuovo McEnroe, il Genius 2.0 che tutti vogliono. L’Australia è casa sua e il pubblico e lo schedule aggiustato per gli indigeni (non quelli massacrati dai bianchi) fanno sempre comodo. Nel primo turno c’è Elias. Difficile prevedere il secondo. Forse ci sarà Seppi, ma Mathieu non è da scartare a priori. Dopo l’ottima stagione per i suoi standard l’uruguaiano o uruguagio Cuevas dovrebbe farcela ad arrivare al terzo turno, ma in questo ultimo periodo non dà garanzie. Non hanno ammazzato Pablo, Pablo è vivo, ma uno scontro contro lo smilzo e perculato per via telematica Sam Groth potrebbe già essere uno scoglio insormontabile.

Il sempre positivo Cilic è stato inserito nel limbo del tabellone. Uno spiccio dove si trova di tutto. Gruppo eterogeneo accomunato da una sola certezza: non ci sono certezze. Nella partita di esordio c’è Janowicz che partecipa come PR (e non siamo in discoteca), il cavallo pazzo polacco vuole dimostrare che il 2013 non è stato solo un caso anche se lo è stato davvero. Mission impossible. Secondo turno molto probabilmente contro Evans, finalista a Sydney, e nome caldo degli ultimo mesi. Bah, dire che nel terzo turno ci sarà Tomic è un azzardo, ma prenderne un altro è ancora peggio, per cui prendiamo Bernardino, chiamato ad interrompere la striscia di 4 sconfitte consecutive contro Bellucci. Tagliati fuori sembrano Burgos, Bedene e Bagnis.

Non è facile collocare Tsonga al quarto turno. Jo ha pescato male. I primi turni sono molto agevoli: Monteiro al primo e Robert o Lajovic non sono pericolosi, ma lo sono i pretendenti al terzo turno. C’è Jack Sock fresco vincitore ad Auckland e la nuova stella russa Khachanov, con i transalpini Mannarino e Pierugo a mettere il bastone tra le ruote. Molto probabile che il terzo turno sia proprio Tsonga-Sock, ma non ci metterei la mano sul fuoco.

Quarto di finale Monfis-Raonic

Il quarto abusivo è quello che vede ai vertici Gael Monfils e Milos Raonic. Il platano si ritrova ad essere numero 3 del mondo con pochissimi punti ATP rispetto ai tanti che l’hanno preceduto. Non dimentichiamo che Nole lo è stato per tanto tempo e un Ferrer qualsiasi è stato numero 3 con 7000 punti, mica cotiche. Ma quando il gatto non c’è i topi ballano Spicchio di tabellone molto variegato questa, con il CONTRO-LUI a fare il incomodo.

Milos dovrà affrontare il funambolo giamaicano diventato tedesco Dustin Brown che fuori dall’erba sa solo scalare le classifiche di Youtube. Interessante secondo turno per Raonic con Muller, fresco vincitore a Sydney del suo primo titolo in carriera, e Fritz da molti indicato come futuro top player che però ha avuto la sciagurata idea di sposarsi. Quasi certo il terzo turno con Gilles Simon, protagonista della Mission del 2016 di portare Nole al 5°. Mmhoh io non ho la palla di vetro, ma Mmoh chi è? Mmoh penso che non ce la possa fare a superare il maliardo nizzardo. Fuori subito Donaldson e Dutra Silva.

Pessimo lo spicchio di tabellone di vertici iberici. AGUT tira la carretta da testa di serie numero 13 e dovrà affrontare al primo turno Pella. Secondo turno al limite dell’osceno con Nishioka e Bolt (???) che ha preso una racchetta e dopo i 9 ori olimpici tenta la scalata al tennis che conta. El finito Ferrer dovrebbe farcela ad arrivare al terzo turno. Occhio però a Medvedev che con i suoi 42 anni può ancora dire la sua e replicare il successo del 1999 quando arrivò in finale al Roland Garros contro Agass….Azz, ma non è lui. Questo non è Andrij, ma è Daniil, classe 1996, un buon prospetto, nulla più.

Il tipo di colore, ma che tipo di colore? Un tipo di colore negro Gael Monfils guida la parte di tabellone del CONTRO-LUI. Interessante primo turno contro l’eroe del Principato Jiri Vesely. Partita interessante, ma molto sbilanciata a favore del francese. Altresì interessante è il secondo turno dove ci sarà uno tra Dolgopolov e Borna Coric. Il terzo turno è un punto interrogativo grande quanto il deserto australiano. Derby del copia/incolla tra Kohlschreiber e Basilashvili, con Young e Fabbiano. Chi è il CONTRO-LUI? Rafael Nadal. Il campione della presto dimenticata e poco approfondita edizione del 2009 arriva nello stato di Victoria da tds numero 9. Florian Mayer al primo turno per lui, poi scontro tra 2 rappresentanti della weak era, uno medio e uno altissimo. Stiamo parlando di Youzhny (medio) e Baghdatis (altissimo), fantafinalista nel 2006. Anche se messo male per i suoi standard Rafa dovrebbe arrivare al terzo turno dove l’aspetta la promessa delle promesse e idolo del Fantatennis Alex Sasha Zverev, unica possibile sorpresa in questo tabellone che è stato costruito per fare vincere i soliti (in realtà anche quelli delle sorprese del passato era fatti così). Sasha deve dimostrare di essere un grande. Non basta un 250 da scontare per essere nella storia ci vuole la coppetta da 2000 (punti). Per lui c’è Haase al primo turno e uno tra Tiafoe e 3K al secondo.

Quarto di finale Djokovic-Thiem

*Gif di Nole* Ma veniamo al quid, all’es, all’epicentro. Il numero 2 del mondo ha un tabellone a cono rovesciato. Incredibilmente il turno più complesso sembra il primo dove lo attende il redivivo e recidivo Fernando Perdasco capace di sprecare 5 match point contro il serbo elevando oltre ogni confine immaginabile il concetto di choke. Vero è che Nando è andato ad un passo da battere Nole, che l’anno scorso ha battuto Nadal al primo turno, ma i miracoli non hanno lo stampino, non hanno il copia/incolla, per cui pare difficile che lo spagnolo possa essere un pericolo. Il dovere di cronaca ci impone di andare avanti, ma il lettore si assume la responsabilità di quello che sta leggendo. Al secondo turno c’è uno tra Istomin e Dodig, ah, nel terzo capeggia Carreno Busta seguito dal regista Polansky, con Edmund e Giraldo a fare da comparse, ah ah ah.

Questo spicchio di tabellone si incastra con uno di media potenza esplosiva. Il capitano d’armi è la cover band bulgara che sta facendo bene in questo inizio di stagione, ma che poi fa cilecca nei momenti che contano da 3 anni a questa parte. L’ex Baby Federer deve tirare fuori i c..olpi migliori per arrivare al quarto turno e giocarsela contro il quasi sicuro vincitore Djokovic. Turno di allenamento per lui contro O’Connell, che sembra il nome di un attore famoso di cui ci si dimentica sempre i titoli dei film che ha fatto. Terzo turno sicuro contro Gasquet che non deve fare altro che amministrare contro Mott (?). Albot, Berlocq (??), Chung e Olivo (???).

Il già stanco Dominic Thiem guida una parte di tabellone pieno di sigle strane: PR, WC, Q e compagnia bella. Nella partita di esordio per lui ci sarà hot Struff capace di andare 5-1 avanti contro Nole a Doha, impresa del secolo. Né Thompson, né Sousa sembrano impensierirlo. Occhi puntati sulla giovane promessa Tommy Haas che deve affrontare il sempre pacato Paire. La tds 28, Feliciano Lopez, affronta lo sposino e presto papà Fognini. Questo incrocio potrebbe portare al neuro-derby al secondo turno da cui uscirà lo sfidante di Domenico.

Nella stessa sezione della tds numero 8 c’è David Goffin, tds numero 11. Il belga è accompagnato da una variegata comitiva con personaggi di tutte le età. Si parte dal giovane Opelka che affronta David al primo turno. Tursunov e Stepanek lo incrociano nel secondo turno. Il tutto questo il leader indiscusso e chi paga da bere è Karlovic che esordirà contro Zeballos. Pavlasek o Whittngton per lui nella seconda partita prima di affrontare Goffin nel terzo turno.

Riepilogando il cammino ipotetico di Djokovic abbiamo: Verdasco, Istomin/Dodig, Busta, Dimitrov, Thiem, Raonic e Murray. Settimo sigillo che sembra ormai in cassaforte. Lo dicono gli esperti, lo dicono i bookies e lo dicono soprattutto le simulazioni. Tra tutte abbiamo scelto quella di tennisabstract che dà le seguenti percentuali di vittoria finale.

  1. Novak Djokovic 40.2%
  2. Andy Murray 26.8%
  3. Roger Federer 5%
  4. Milos Raonic 4.6%
  5. Stan Wawrinka 4.2%
  6. Kei Nishikori 3.5%

TML AO Challenge 2017

Ero indeciso fino a poco tempo fa, ma spinto dal promesso aiuto di Carlito ho deciso di creare il challenge per questa edizione degli Australian Open. La modalità di gioco segue quella già testata per il Mubdala World Tennis Championships.

Bisogna semplicemente scegliere il vincitore di una partita. Nel corso del torneo si dovrà scommettere su TUTTE le partite che avranno il seguente punteggio:

  • 1 punto per una partita azzeccata del primo turno
  • 2 per il secondo turno
  • 4 per il terzo
  • 8 per il quarto
  • 16 per i quarti di finale
  • 32 per le semifinali
  • 64 per la finale

In questo modo si ha lo stesso punteggio massimo uguale turno per turno e si mantiene viva la sfida fino alla finale che è la partita che assegna il maggior numero di punti (64 come detto).

Per giocare basta inserire il proprio indirizzo email usato per Disqus (non servono password) nel modulo e selezionare il vincitore desiderato. A fine giornata verranno pubblicati tutti i risultati.

Potranno partecipare tutti, anche a torneo in corso, ma, come è facile immaginare, chi inizia a giocare tardi perde la possibilità di prendere punti fin da subito.

Le giocate si chiuderanno con l’inizio della giornata. La prima si chiude lunedì alle 1:00 a.m. (11 di mattima di lunedì in Australia).

Il modulo per la prima giornata è il seguente.

https://docs.google.com/forms/d/181w2KSaWMTUGKFAm-PEY1Kbcqf_m2h0v8xvWTjUlIKY

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