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"Juan Martin Del Potro"

TML Review 2016: 1. Davis Cup, Murray vs Del Potro. Glasgow Power Rangers

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Se le partite degli Slam latitano bisogna andare per vie oscure per trovare i match più belli dell’anno. Per fortuna ancora la Coppa Davis mantiene il suo formato originario e il 3 su 5 è quasi sempre garanzia di spettacolo, a questo addizioniamo l’assenza di “primi turni” interlocutori ed ecco che ogni rubber può potenzialmente essere una grande partita. La miglior del 2016 arriva quasi inaspettatamente dalle semifinali di Davis che si sono giocate dopo gil US Open, una collocazione insolita per un big match: si sa che dopo New York la forma fisica cala e qualcuno inizia a tirare i remi in barca, ma non tutti avevano dimenticato Del Potro che ha avuto una pessima stagione dal punto di vista della continuità ma che ha avuto picchi assurdi che lo collocano tra i più grandi. Dall’altra parte della rete c’è Andy Murray, un Murray un po’ consolato per essersi fatto sfuggire il titolo a New York per colpa del gong contro Nishikori, ma questa partita con l’argentino è stata di grande auspicio per uno dei migliori finali di stagione di sempre. Quella che andiamo a raccontare è una partita giocata ai massimi livelli in cui i punti spettacolari, i colpi di scena, i cambi di rotta fanno parte di una sceneggiatura orchestrata magistralmente.

1° set

Parte al servizio Murray e fin da subito si capisce che non sarà una partita ordinaria. 1° punto e primo vincente per Andy. 2° punto e lob vincente da circoletto rosso. 2 punti per Del Potro, ma arriva un ace. Sul 40-30 c’è un overrule su una prima buona chiamata out. Quello che emerge subito è che lo scozzese faccia fatica a tenere botta sulla diagonale di dritto. All’inizio è solo un bug, poi diventerà una piaga. Arriva la prima palla break dell’incontro ma Murray annulla con un ace. Un nastro britannico accomoda di brutto la palla e siamo in parità. Comincia il bombardamento argertino con tanto di dritto inside in. La Gran Bretagna per il momento si salva e chiude con un 2° lob vincente, altro circoletto rosso. 1 game e già 2 perle da cineteca. Non male.

Quando è al servizio Del Potro all’improvviso si perdono tutti gli schemi. Un Andy sontuoso il risposta prima piazza un lob vincente (il 3° della partita), poi una risposta vincente ed è subito 0-40. Piccolo parzialino di rimonta con una stop-volley a chiudere e una badilata vincente. Sulla diagonale del dritto vince il gigante di Tandil, su quella di rovescio Murray. Punto e break Gran Bretagna.

Il momentaneo 2-0 britannico è solo un’illusione perché il servizio in queste prime fasi è latitante, o meglio è più efficace la risposta che il servizio. Un loffio Murray si fa rimontare da 30-15, ha una prima palla break da fronteggiare sul 30-40 che salva con un serve&volley, ma ne arriva un’altra. Preso da una botta di coraggio Del Potro ferma il gioco perché ritiene la palla out. Challenge che conferma e controbreak immediato. 2-1 GB.

Da questo momento la partita cala e non poteva essere altrimenti: non si può giocare con il gas a manetta per tutto il match. Murray ottiene il servizio a 30 non senza aver messo in mostra un grande taglio di polso sul primo punto del game. Anche se il 5° gioco va ai vantaggi non ci sono sussulti e ancora una volta si vedono grandi prodigi. Murray alza il lob e Del Potro chiude facile a rete. Andy rimedia subito con un passante chirurgico lungolinea, ma fa fatica con la 2a ma non più di tanto. Drop e chiusura con passante per la Gran Bretagna e 3-2 per i sudditi della Regina.

6° gioco completamente senza pathos con Del Potro che non concede nulla e si permette anche di mettere un ace. 3 pari. Nel 7° però il giocatore di Tandil alza la cilindrata dei suoi colpi. Dapprima viene a rete a prendersi il punto, lo fa ancora nel 2° quando chiude con una stop-volley. Un ace salva momentaneamente la barca britannica, ma un regalo inaspettato di Andy nel tentativo di cambiare qualcosa riportano in parità una game che sembrava compromesso. Le occasioni per il break sono state 2, ne arriva una terza: Andy è nervoso, non mette la prima e sbaglia. Break argentino e 4-3 per l’albiceleste.

Ottenuto il break Juan Martin non deve fare altro che amministrare: 0 punti concessi sul suo servizio (1 ace e un servizio vincente), anche Murray non è da meno, ma deve recuperare. Si trova anche sotto 15-30 per colpa di una risposta vincente, ma un ace ridà fiducia, anche se non è importante ai fini del set perché Del Potro chiude nel 10° gioco con il servizio che non permette a Murray di entrare nello scambio e il dritto vincente sempre protagonista. Ace e chiusura definitiva in bellezza. 1 a 0 Argentina che legittima la conquista del parziale avendo ottenuto 38 punti contro i 28 degli avversari.

2° set

Ringalluzzito della vittoria del primo parziale Del Potro parte bene anche nel 2° secondo. Prima un doppio fallo e poi un dritto vincente che piega la racchetta di Murray gli consegnano il momentaneo 0-30, ma è solo un fuoco di paglia. Murray comincia a macinare con il servizio e mette a segno anche 2 ace. Challenge inutile e primo game che va alla Gran Bretagna.

Andy va di fretta e sa che deve recuperare al più presto, ma Del Potro è ancora più veloce. Dapprima mette in mostra un contropiede vincente, poi aggiusta il cannone e si trasforma in una macchina da prime palle. Chiude con un ace e pareggio presto raggiunto. Si gioca a specchio e poco sul servizio. Murray attacca in controtempo con Del Potro un po’ sorpreso e punto del 15-0. L’argentino rifiata momentaneamente e concede il gioco in bianco.

Quello che subisce maggiormente sul proprio servizio è Del Potro, ma non arriva nessuna palla break nonostante Andy spinga parecchio. Un doppio fallo argentino interrompe una streak di ben 18 punti consecutivi al servizio, ma viene messa subito una toppa. Le percentuali del servizio sono sporcate, ma importa poco.

Anche Murray non vuole essere da meno e dal 5° gioco in poi anche lui vuole aprire una sua striscia. 4 punti consecutivi e 3-2. Ancora nessuno scossone e Del Po che mette in campo un lungolinea in slice di rovescio. Il rendimento alla risposta sta calando sensibilmente e anche quando non arriva subito il punto questo viene dato a posteriori dal giudice di sedia. 3 pari. Striscia di Murray che continua. C’è poco da dire: 4 punti, il primo che arriva su una palla out poi contestata a buon ragione e che il falco assegna alla Gran Bretagna, piccola stecca di Del Potro e 2 ace, tanto per gradire.

Il livello sale e ognuno vuole mettere del suo finché tutto sia giocato alla perfezione, ed ecco che ad un gioco bianco ne corrisponde un altro. Del Potro sa che deve fare la partita perfetta e fino ad ora ci sta riuscendo. Altri 4 punti consecutivi con annesso ace e passante di dritto danno il 4 pari in un amen.

Nel 9° gioco Murray si trova quasi nel baratro. Scemata l’intensità massima del primo set che per evidenti limiti fisici non poteva durare Del Potro sale in cattedra. Nonostante il 40-30 britannico dall’altra parte arriva un passante di dritto quasi in demi-volèe. Palla break. Andy si salva con il serve&volley e dimostra come non mai di essere freddo e soprattutto esserci con la testa, caratteristica che in passato era mancata quasi del tutto.

Ci sarebbe da dire poco anche del 10° gioco se non per segnalare il punto dell’anno messo in campo da Murray con un passante no-look che lo porta sul 15-30. Applausi a scena aperta che durano poco, ma andando a vedere e rivedere quel punto non si può non looparlo tra i migliori di ogni classifica di Youtube. Ma il punto è bello quanto inutile perché Del Potro si prende il game e pareggia ancora sul 5 pari. Bene Murray nel game successivo con tanto di smash e 2 ace anche se i missili non mancano soprattutto quello del 15 pari. Punto bello ma ancora inutile. Tutto sembra presagire al tiebreak, ma un Del Potro titubante partito anche bene consegna break e set alla Gran Bretagna con un ultimo punto clamorosamente disturbato dal pubblico che però Maria non interrompe. 7 giochi a 5, ma set legittimamente britannico con 35 punti all’attivo e 29 nel passivo.

3° set

Nel terzo parziale succede di tutto e di più e non è la RAI. Parte bene Murray al servizio ma Del Potro aggredisce la risposta e pareggia i conti sul 30-30. Chiamata dubbia sul punto successivo. Challenge Gran Bretagna, la palla è in, si ripete la prima che procura il punto del 40-30. Da lì facile il 1° game. Nel 2° più o meno si ripete lo stesso copione e addirittura Murray si permette di vincere il punto con la racchetta rotta, poi questi varia di più in risposta e si sposta sul dritto, ma tutto questo serve a poco se dall’altra parte piovono passantoni argentini. 1 a 1 presto servito. Andy spinge sempre di più e ottiene un altro gioco a zero senza fatica. Martin si complica leggermente la vita quando, complice un doppio fallo, è sotto 15-30 e la sciocchezza di appoggiare la volèe invece di spingerla e chiuderla potrebbe essere deleteria. L’Argentina si salva e un punto sicuro per la Gran Bretagna viene fermato dal giudice di linea, challenge Union Jack e Murray ha ragione. Male. Questo è un errore arbitrale che pesa e meno male che c’è occhio di falco. Le chiacchiere stanno a 0 e siamo sul 2 pari. Fino a qui non è successo niente (si fa per dire) ma nel 5° gioco piovono imprevisti. Del Potro concentra tutta la sua contraerea in un game che ha dell’incredibile. Primo punto easy per lui. Poi si inventa un lungolinea di dritto in corsa. Applausi. Murray commette doppio fallo e ci sono 3 palle break. La prima sfugge per colpa di un gratuito in risposta. Challenge della disperazione e punto GB. Ace, il 14°. Ace, il 15° e per il momento Andy si salva, poi recupera uno smash che va fuori. 4a palla break annullata di fioretto con una palla corta in uscita dal servizio, ma ancora non è finita. Gratuito di Murray che si spegne in rete e 5a palla break. Murray tenta ancora il drop in uscita dal servizio ma questa volta Del Po ci arriva anche se riecheggia una chiamata fantasma che i giudici cercano di occultare ma che tutti hanno sentito. Non l’abbiamo detto: Break Argentina.

Oggi non è giornata di fughe. Nonostante un incoraggiante avvio di 6° gioco il controbreak arriva immediatamente e a 15. Prima Murray scende a rete per prendersi il punto e poi chiude partendo da casa sua per annullare una smorzata e piazzare il vincente. Applausi. Sembra quasi Natale e il desiderio di fare regali è più forte del sentimento di vincere. Siamo sul 3 pari e servizio Murray. 0-15, passante con leggero tocco e 15 pari, altro punto per Andy ma un grave errore gratuito lancia l’allarme, 30 pari e poi palla break che viene concretizzata con il dritto fotonico dell’argentino. Altro break e 4-3 sudamericano.

La sagra del break potrebbe continuare quando per l’ennesima volta si arriva a palla break, ma questa volta non si passa. Il game parte con un passante in corsa di dritto da circoletto rosso che procura il 15-0, si va ai vantaggi, ma le 2 palle break britanniche vengono annullate di mestiere, una delle quali con un ace. Il game va all’Argentina non senza una velata polemica muzzese per un punto sospetto fuori non chiamato.

Del Po lascia andare momentaneamente la presa e concede facile il gioco dopo aver vinto un solo punto e pensa già come chiudere in quello successivo. Scelta che, con il senno di poi, si rivelerà fallace. Il 10° gioco si apre con un ace. Tutto ok, ma Murray sale in cattedra e dapprima chiude una volèe con il telaio, poi approfitta di un Del Potro titubante a rete per passarlo e siamo 15-40. Martin si salva momentaneamente mettendo a referto 3 punti consecutivi…ma qui gira. Arriva un lob vincente di Murray, l’ennesimo e con un passante al centro. Breakkone britannico e parità ristabilita.

Murray si fa ingolosire dal parzialino che ha appena iniziato e da 3 i punti consecutivi diventano 7. Gioco a zero con in mezzo un overrule. Andy ha la possibilità di chiudere nel 12° gioco perché Del Po non è più brillante come prima e ha problemi negli spostamenti, ma alla fine di un game lottato riesce a cavarsela e ad approdare al dirimente tiebreak.

Stranamente nel tiebreak si concentrano poche emozioni rispetto al resto della partita. Murray ottiene subito il minibreak che lo porta sul 2-0, poi amministra mettendo prima un ace con la prima e poi un seconda ace con la seconda (allitterazione portami via). C’è una timida reazione argentina quando è ancora il dritto ad essere protagonista, lo è anche una stecca di Murray ma il punteggio segue il servizio. C’è un minibreak per Del Potro che porta il punteggio sul 4 pari, ma ne arriva un altro a favore della Gran Bretagna che dà il 6-5 momentaneo e poi la definitiva chiusura per 7 punti a 5. Set scozzese, britannico sorry, che ha dominato: 52 punti contro 44 ma che stava per buttare tutto alle ortiche.

4° set

La partita sembra indirizzata secondo pronostico per il numero 2 del mondo che difende la Davis conquistata l’anno precedente, ma siamo ancora all’inizio della partita. Parte Del Potro, dapprima si fa scavalcare da un passantino stretto, poi: servizio vincente, servizio vincente ed ace, punto Andy e altro ace. LA Potenza. Andy non vuole essere da meno ed ecco l’ennesimo gioco azero. Oltre al servizio splendido dello scozzese emerge anche il lungolinea di rovescio che capitalizza al massimo.

Si vedono ancora problemi negli spostamenti laterali per Del Potro che subisce 2 punti per pachidermismo. Il primo arriva per un contropiede non andato in porto e il secondo per colpa di un gratuito, ma c’è subito la pezza del bomber e siamo 2-1. Murray sembra il meno stanco ma è proprio quando non te lo aspetti che arriva l’imprevisto. Siamo subito sullo 0-15, Del Po scivola per andare avanti, poi tweener e Murray sbaglia. 0-30. Punto della bandiera britannica e dritto delpotronico che fa paura: palla break. La risposta argentina è corta ed Andy azzanna, 30-40, ma è tutto inutile: palla buttata via con il rovescio con conseguente piccolo stiramento e 3-1 argentino.

La partita gira di brutto. Il fisico non è più importante e dopo 4 ore sono i puri nervi a mandare avanti i muscoli di entrambi. Juan Martin vuole approfittarne anche se sa che deve scalare l’Everest con una gamba e il K2 con l’altra contemporaneamente. 5° gioco che arriva facile, lo è altrettanto il 6° per i britannici che ancora non si capacitano del break subito. Da segnalare un punto messo a segno da Murray poi annullato perché Del Potro non era pronto. Ancora servizio padrone e chiusura con ace che porta avanti l’Argentina per 4 giochi a 2. Piccolo momento di imbarazzo per Murray che sbaglia un lob e si ritrova sotto 15-30, ma 2 ace lo mettono in carreggiata. Cambia poco, ormai si gioca sul servizio dell’avversario. Ace. BOOM. Altro ace. BOOM e 40-30 con ricamino a chiudere a rete e set per l’Argentina che ora ci crede. 26 punti a 22 e un incredibile 6-3. Ci sono solo 4 punti di distacco ma i numeri a volte possono ingannare, o meglio leggerli superficialmente inganna sempre.

5° set

5° set e tutto aperto. Murray è incazzato come una biscia. Non sente ragioni e parte a razzo: ace, passante lungolinea di rovescio, servizio vincente ed ace. Del Po non è da meno e mette a segno 2 ace di fila, poi di incarta leggermente concedendo 2 punti uno dei quali con un falco sprecato. Poco male perché si chiude subito. I punti consecutivi al servizio per Murray si interrompono a 7 ma l’ultimo è un ace che viene replicato in quello della serie successiva. Assurdo come Andy sia efficace al servizio che l’ha spesso fatto penare in questi anni. Palla che passa a Del Po: nel primo punto nel 4° gioco rimane fermo e si fa passare da un lungolinea, ma ancora non ha perso la castagna che gli permette di ergersi fino al 40-15, da qui inizia a complicarsi la vita e a mancano le gambe per vincere la lotta degli slice. Si va ai vantaggi ma non sfrutta la palla break. Murray è un muro da fondocampo e prende tutto, ma serve a poco se piovono ace random.

5° gioco. Tutto sembra ordinaria amministrazione. 40-0 facile per Andy con in mezzo un ace e una smorzata seguita da controsmorzata. Ma è qui che si complica la vita. Parzialino Del Potro che in realtà non fa niente di che. Andy ci mette di tutto per perdere anche un doppio fallo e un falco buttato inutilmente, arriva anche un vincente di dritto argentino e palla break. Per fortuna che ancora il servizio non è sceso e l’ace provvidenziale è dietro l’angolo. 3 punti consecutivi con tanto di chiusura a rete e 3-2 britannico.

Lo spettacolo non manca, anzi è il protagonista principale anche se il punteggio segue il servizio. Arrivano anche i servizi vincenti di seconda e un vincente in corsa di dritto partendo da casa sua di Murray. Tutto questo confeziona il 30 pari, ma siamo lontani dalla risoluzione della partita, ancora bombe Del Potro e 3 a 3.

Juan Martin all’improvviso decide che bisogna andare tutti a casa. Concentra in pochi punti tutta la forza residua che gli è rimasta nel braccio e la scaglia contro il malcapitato Murray. Dapprima fa tergicristallare Andy con il dritto poi continua inducendo l’avversario a commettere il gratuito e siamo sullo 0-40. Piccola reazione britannico con tanto di ace ma un passante vincente in corsa di dritto mette il sigillo allo strapotere del gigante di Tandil. 4 e 3 e partita che sta per andare in Sudamerica.

Murray ha sempre giocato meglio quando era sotto nel punteggio e lo fa anche quando è chiamato a controbreakkare. Dapprima va avanti 0-15 poi 30-30 con discesa a rete, ma ancora una volta non ce n’è e Del Potro chiude di giustezza. Siamo 5 a 3 e le badilate argentine ormai sono dappertutto. Murray mette l’elmetto e si salva solo con 3 ace, per il resto sono solo mazzate. Arriva anche un passante di rovescio vincente che procura il primo match point argentino, altro ace, il 34°, e paura che passa momentaneamente. Servizio vincente e ancora ace chiudono il 9° gioco che poteva rivelarsi fatale. Fatale lo è il 10°. Del Po non trema e nonostante un volitivo Murray che recupera anche 3 smash consecutivi la vittoria va a Juan Martin che chiude con un ace. 36 punti a 34 per l’Argentina che ancora una volta ottiene un set risicatissimo.

E’ una vittoria importante per l’argentino e l’Argentina che vincerà il tie e poi andrà a prendersi la Coppa in Croazia. Del Potro a livello individuale non ha vinto nessun torneo, ma ha giocato le migliori partite e si candida a ruolo di sicuro protagonista nella prossima stagione.

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