Warning: Use of undefined constant woothemes - assumed 'woothemes' (this will throw an Error in a future version of PHP) in /membri/tennismylife/wp-content/themes/livewire/tag.php on line 7
Tag Archive |
"Rod Laver"

Tennis Champions Classic 1970: Rod Laver vince il torneo più ricco, importante e strano della stagione

Tags:



Warning: Use of undefined constant woothemes - assumed 'woothemes' (this will throw an Error in a future version of PHP) in /membri/tennismylife/wp-content/themes/livewire/tag.php on line 22

Rod-Laver

Oggi ormai è consuetudine valutare la carriera di un tennista considerando quasi esclusivamente i tornei del Grande Slam che ha vinto, tutto questo nasce da una revisione a posteriori realizzata dalla nascita dell’era Open in poi che non tiene conto di tante dinamiche che nei primi anni fino al 1989 non mettevano gli Slam in una posizione così dominante come lo sono oggi. Un elemento da prendere in considerazione e che non è assolutamente da sottovalutare è il montepremi dei tornei, essendo i giocatori dei professionisti per loro era molto più importante portare a casa molti più dollari possibili piuttosto che dedicarsi ai tornei più prestigiosi che davano, sì, una certa visibilità a livello mediatico e un grande prestigio, ma erano innanzitutto molto difficili da vincere con partite al meglio dei 5 set, 7 in totale, in cui era molto semplice cogliere la giornata no, e soprattutto il primo premio molto spesso era inferiore ad altri tornei che non avevano nessuna tradizione, ma che attraverso dei contratti televisivi e pubblicitari riuscivano ad elargire grandi somme in confronto agli Slam. Ecco che Rod Laver che nel 1969 era riuscito a completare il Grande Slam realizzando la più grande impresa che un tennista possa realizzare nel 1970 e nel 1971 si dedicò ad altri tornei arrivando agli Slam non al massimo della condizione saltandone anche qualcuno per mancanza di appeal e soprattutto per montepremi infimi per i suoi standard. Dopo il 1969 non parteciperà più al Roland Garros e le sue partecipazioni negli altri Slam saranno sempre più rare, dedicandosi a tornei ben più remunerati, ecco perchè a Rod si imputa di avere vinto pochi Slam (11 per la precisione), ma non si tiene conto mai di questi fattori che sono sconosciuti ai più, senza considerare la sua diaspora da pro durata dal 1963 al 1967, quindi all’apice della sua carriera.

Il torneo più ricco per il 1970 è senza ombra di dubbio il Tennis Champions Classic, un evento che metteva a disposizione la cifra record di $200,000 dollari promosso dal direttore della National Tennis League George MacHall. Il formato di questo torneo era alquanto insolito ed era composto da partite secche chiamate “winner-take-all” in cui il vincitore portava a casa una borsa di $10,000 per una sola vittoria, lo sconfitto niente, i vari scontri diretti si sarebbero giocati in 10 città americane e i migliori 4 della fase preliminare si sarebbero sfidati nelle semifinali per una partita da $25,000 e in seguito in finale per $50,000. Forse le cifre messe così a caso non danno l’idea di quanto fossero esorbitanti e per certi versi folli: il Torneo di Wimbledon, sicuramente il torneo più prestigioso del mondo per il 1970, aveva messo a disposizione “solo” $120,000 da dividersi tra gli uomini e le donne e poi tra i singolaristi e doppisti. Il vincitore avrebbe portato a casa dopo aver vinto 7 partite con il 3 su 5 la miseria di $7.200, cifra risibile se paragonati ai $10,000 messi in palio nella partita secca.

Ma veniamo al dettaglio dell’edizione 1970 di questo particolare torneo. Come accennato il formato è strano e lo si capisce subito da come sono organizzate le parte: al debutto si scontrano Rod Laver e Pancho Gonzales con una partita al meglio dei 5 set con un sistema particolare di spareggio: sul 5 pari prevedeva un gioco supplementare fatto di 12 punti e chi ne se aggiudicava di più vinceva, un tie-break con regole diverse da quelle odierne. La partita Laver-Gonzales si sarebbe disputata a New York e il vincitore oltre a portarsi a casa una borsa di $10,000 sarebbe passato al turno successivo dove ad attenderlo ci sarebbe stato John Newcombe, il vincitore della sfida tra John e Laver o Gonzales sarebbe andato avanti nel torneo e così via. Questo tipo di formula sembra paradossale visto che non tutti possono giocare lo stesso numero di partite, ma per porre rimedio a questo squilibrio si giocheranno degli spareggi per decidere i 4 componenti che ai play-off si sarebbero giocati il primo premio.

1) New York: partita inaugurale

Pancho Gonzales b. Rod Laver 7-5 ,3-6, 2-6, 6-3, 6-2.

La prima sfida viene vinta da Gonzales che sconfigge Rocket Man in 5 set con il punteggio di 7-5, 3-6, 2-6, 6-3, 6-2.

2) Detroit: 1 febbraio

Pancho Gonzales b. John Newcombe 6-4 ,6-4, 6-2.

A Detroit si affrontano il vincitore della prima partita contro l’australiano John Newcombe. L’arzillo 41enne di Los Angeles mette in mostra uno dei suoi migliori tennis e batte baffone per 6-4 ,6-4, 6-2. “E’ il miglior tennis che abbia giocato da 10 anni a questa parte” dichiarerà Pancho alla fine della partita. Con questa vittoria Gonzales porta a casa una borsa di $10,000 che si aggiunge ad altrettanti vinti nella sfida di New York contro il numero 1 del mondo e rimane così in corsa per il potenziale montepremi di $134,000 che potrebbe incassare nel caso in cui vincesse tutte le partite. Come di consueto egli ha fatto prevalere il suo servizio che neanche a quella età sembra scemare. Newcombe è stato brekkato una volta nel 1° set, un’altra nel 2° e 2 nel 3°. L’unica attenuante per John Newcombe alla sua prestazione, non proprio all’altezza, potrebbe essere il suo viaggio dall’Australia e il suo arrivo a Detroit appena 5 giorni prima della partita.

3) Miami (Hollywood) : 16 febbraio

Roy Emerson b. Pancho Gonzales 6-3, 6-2, 6-0.

A Hollywood, Florida non California, si spegne il sogno di Gonzales di fare en plein e viene sconfitto dall’australiani Roy Emerson che così oltre a vincere $10,000 prosegue il cammino nel torneo. Pancho gioca male fin dall’inizio e non mette in mostra il suo potente dritto e cicca molto spesso delle volèe spedendole spesso a rete. La pressione ha giocato brutti scherzi e nel terzo game del secondo set Pancho non ha resistito nell’intimare ad una ragazza seduta a bordo campo di sedersi dopo che questa si era alzata:”Honey, will you see down”. Emerson ha breakkato diverse volte il suo avversario: nel 3° game del primo set, nel 9° dello stesso set dopo di che ha messo in fila 5 game consecutivi. Nell’ultimo parziale non c’è stata praticamente partita e il bagel è stato inevitabile.

4) Los Angeles: 28 febbraio

Roy Emerson b. Ken Rosewall 7-5, 4-6, 7-5, 6-4.

Al “Forum” di Los Angeles si gioca la 4a partita del Champions Classic. A latere del torneo del WCT, il Los Angeles Classic, che vede la straordinaria affermazione di Dennis Ralston, grande promessa del tennis americano, che batte il numero 1 del mondo Rod Laver, che, per inciso, non era stato invitato a partecipare al Classic da George MacCall, presidente della NTL. Emerson porta a casa la 2a vittoria del torneo contro il connazionale Ken Rosewall battuto per 7-5 4-6 7-5 6-4. 2 set sono andati al “sudden” tie-break sul punteggio di 5 pari con Emerson che era riuscito a brekkare Rosewall 2 volte nel corso del primo set. Con questo successo Emerson raggiunge $27,500 come guadagno complessivo fino a quel momento nel 1970.

5) Brisbane: 5 aprile

Roy Emerson b. Andres Gimeno 9-7, 1-6, 4-6, 6-3, 6-2.

A Brisbane continua la striscia positiva di Emerson che in 2 ore e 30 minuti batte lo spagnolo Andres Gimeno e porta a 3 il numero di vittorie totali nei winner-take-all. Il match è molto combattuto, dopo una partenza lenta di entrambi i giocatori, Emerson, in svantaggio di 2 set a 1, prende il controllo della partita e con una serie di rovesci spettacolari pareggia i conti e chiude in appena 18 minuti l’ultimo parziale.

6) Dayton: 3 maggio

Fred Stolle b. Roy Emerson 7-5, 7-5, 6-4.

Al Classic Set dell’Università di Dayton si presentano Roy Emerson alla caccia del suo quarto successo di fila e il connazionale Fred Stolle, la partita si chiude il 3 set e così Roy perde la possibilità di fare en plein ma comunque si consola con le tante vittorie accumulate che gli permettono di accedere alla fase finale tra i 4 migliori tennisti della competizione.

7) Los Angeles: 20 maggio

Tom Okker b. Fred Stolle 6-3, 6-3, 2-6, 6-1.

Dopo il successo di Los Angeles l’australiano Stolle perde immediatamente nella partita successiva contro l’olandese Tom Okker al Forum di Los Angeles per la 2a volta teatro del Champions Classic. Va ricordato che a margine di questa sfida ne fu giocata un’altra tra Roy Emerson e Pancho Gonzales a Newport Beach con un winner-take-all di $5,000. Okker si presenta alla sfida in forma dopo aver vinto il Brussels Open e l’Atlanta Open battendo, tra gli altri, Gonzales e Dennis Ralston. Okker riesce ad avere la meglio su Stolle per 6-3, 6-3, 2-6, 6-1 e rimane in corsa nel torneo e oltre a vincere i $10,000 continua la sua strada per arrivare alle finals.

A questo punto del torneo i qualificati sicuri per i play-off sono Gonzales ed Emerson e la truppa si sposta a West Orange per un 3 Day Invitation.

-West Orange: 3 Day Invitation Tournament (21 maggio)

Nella 3 giorni di West Orange ad aprire le danze sarà Rod Laver opposto ad Andres Gimeno. Laver si presenta con delle ottime credenziali a questo special event con $123,000 vinti nel 1969 e con più di $40,000 conquistati da inizio stagione, anche se stato già stato sconfitto all’esordio. Laver non delude il pubblico e riesce a vincere contro Andres Gimeno e si guadagna così la finale: il risultato della partita è 4-6, 4-6, 6-1, 6-3 6-2 a favore di Rocket Man dopo 2 ore e 10 minuti di gioco alla South Mountain Arena.

Ken Rosewall riesce ad avere la meglio sul connazionale John Newcombe per 5-7, 7-5, 6-1, 6-2 dopo 2 ore e 30 minuti di gioco e si qualifica anche lui per la finale.

A questo punto della competizione non si capisce cosa sia successo esattamente perchè la sfida finale tra Laver e Rosewall non si giocherà mai non decretando mai il vincitore del torneo, per contro Laver sconfigge Tony Roche che riesce a battere in un’ora e 15 minuti con il punteggio di 6-2, 6-4, 6-2 e incamera altri $10,000 per il winner-take-all. Con questa vittoria Rod si assicura un posto per le finals e si aggiunge ad Emerson e Gonzales e così rimane un solo posto che verrà deciso dagli spareggi che si giocheranno a New York. Da registrare a latere del torneo la vittoria di Newcombe contro Stolle per 7-5, 4-6, 8-6.

-New York: Spareggio per il quarto posto

Nelle “semifinali” degli spareggi l’olandese Tom Okker e Ken Rosewall passano il turno rimanendo in corsa per quarto posto. Okker batte Tony Roche in un 5-setter con il punteggio di 6-3, 3-6, 7-5, 3-6, 6-4. Rosewall, impegnato appena 2 ore prima nel torneo di St. Louis contro Fred Stolle (battuto per 6-2, 6-1), riesce a ripetersi sempre contro Fred battuto con il punteggio di 5-7, 6-4, 6-0, 6-1. Stranamente Rosewall riceve i $10,000 per la sua vittoria, mentre Okker non riceve un quattrino per via di una clausola molto strana del regolamento che non prevedeva premio in denaro per chi non avesse partecipato al recente torneo di qualificazione (West Orange). Altra stranezza di questo torneo.

Ma veniamo al dettaglio dei 2 incontri: nel 1° set Okker si porta subito avanti per 4-1 ma il mancino Stolle riesce a recuperare fino al 4 pari, poi 5 pari e si va al “12-point tiebreaker”, con Tom avanti 5-2 il giudice di linea fa una chiamata dubbia e si va sul 6-3 e si chiude con 7 punti a 3 per Okker. Roche nel 4° parziale riesce a brekkare l’avversario nell’8° gioco per chiudere per 6 giochi a 4 in suo favore. Nel quinto e decisivo set Okker scappa via subito sul 5-2 e al 4° match point chiude la pratica.

Nell’altra semifinale uno stanco Rosewall perde il primo set malamente andando subito sotto 1-5, recupera fino al 5 pari, ma cede al sudden tie-break. Questo sembra il momento più emozionante della partita con Stolle che si impone per 11 punti a 9. Nella rimanente parte di partita non c’è storia e un Kenny sugli scudi vince per 6-0, 6-4, 6-4.

Lo spareggio tra Okker e Rosewall viene vinto da quest’ultimo per 6-2, 6-4, 6-2 e così Rosewall ottiene l’ultimo posto per le finals del Madison Square Garden.

The Finals

Semifinali:

-Laver-Gonzales 6-3 6-3 6-1.

-Rosewall-Emerson 4-6 6-1 6-4 4-6 7-5.

Al Madison Square Garden va in scena il classico tra Rod Laver e Pancho Gonzales, battuto nel match di esordio del torneo a gennaio Rod riesce a prendersi la rivincita nella partita che conta di più dimostrando di essere ancora lui il numero 1 del mondo. Il punteggio dello scontro è lampante: 6-3, 6-3, 6-2 per l’australiano che è riuscito a neutralizzare il servizio, l’arma più potente in mano all’avversario. Come detto, il servizio di Pancho non sembra funzionare, e come se non bastasse non riuscirà mai a breakkare. Nel primo parziale perde il servizio nel 4° gioco. Nel 2° Pancho sembra essere sul punto di strappare il servizio a Rod quando si arriva ai vantaggi, ma nulla da fare. Con questa vittoria Laver aggiunge altri $15,500 al suo bottino e si assicura i $15,000 destinasti al finalista perdente, a Gonzales vanno comunque $12,500.

Nell’altra semifinale il 35enne Rosewall riesce ad avere la meglio sul connazionale Emerson che nelle fasi preliminari era stato grande protagonista con 3 vittorie consecutive. Il piccolo Kenny ha fatto valere il suo rovescio contro il suo connazionale che deve capitolare per 4-6 6-1 6-4 4-6 7-5. Così Rosewall incassa un altro assegno di $15,500 e si presenta all’appuntamento finale contro il rivale storico.

Finale: 16 luglio

Laver-Rosewall 6-4, 6-3 , 6-3.

Rod Laver batte il rivale e connazionale e si assicura l’assegno più oneroso che sia mai stato pagato per una vittoria in un torneo, ben $35,000, una cifra esorbitante per quell’epoca. Il punteggio sembra molto severo per quello che si è visto in campo. Una delle chiavi della partita è stata la seconda di servizio di Laver che l’ha tolto molto spesso dagli impicci. Nel secondo set Rosewall brekka l’avversario nel 4° gioco e successivamente tiene il suo turno di battuta a zero per la prima volta. Laver non ci sta e copia l’avversario in maniera simmetrica vincendo il servizio a zero ed ottenendo il break nel turno successivo. Nel 9° gioco Ken commette un’esiziale doppio fallo sul 30 pari e Laver chiude il set con break per 6 giochi a 4.

Rosewall inizia in maniera imbarazzante il 2° set dove in 2 game ottiene solo un punto, i 10.292 del MSG sembrano ormai rassegnati all’inevitabile ma Kenny ha un sussulto di orgoglio ottenendo un break nel 7° gioco. Ma il vantaggio ottenuto non dura molto, nonostante un game combattuto ai vantaggi costellato da errore e grandi giocate contemporaneamente Laver riesce a portarsi sul 5-3 per poi chiudere con il suo servizio.

La tensione la fa da padrone e a subirla maggiormente è Rosewall che ad ogni turno di servizio perde il primo punto. Quindi non mancano break e contro-break, ma alla fine ad avere la meglio è il roscio mancino che ottiene il break decisivo nel 7° gioco che gli consente di chiudere con i suoi turni di battuto il parziale e anche la partita.

Rosewall nonostante la sconfitta intasca un assegno di $15,000 che è più del doppio di quello vinto da Newcombe per avere conquistato il Torneo di Wimbledon ($7,200).

Intervistato a fine match Laver ribadisce l’importanza del match che ha appena giocato sottolineando quando in palio ci sono ben $35,000 la tensione è inevitabile e bisogna rimanere concentrati nonostante il nervosismo la faccia inevitabilemente da padrone. Nonostante la sconfitta Rosewall si ritiene soddisfatto per aver dato tutto e per non aver deluso il Madison.

Alla luce di quanto riportato possiamo fare una considerazione che può sembrare allo stesso tempo semplicistica e sofisticata. E’ vero che gli Slam erano i tornei più prestigiosi, ma per un Rod Laver nel 197o cosa poteva contare di più: una vittoria a Wimbledon che valeva $7,2000 o una al Tennis Champions Classic che valeva $35,000 solo per aver vinto la finale più i bonus dei winner-take-all e l’assegno per avere vinto la semifinale dei play-off ? Tutto fa pensare che il Classic sia stato più importante nel 1970 anche se privo di tradizione e che non si disputerà più, quindi quando diciamo che Rod non ha più vinto Slam dopo il fatidico 1969 cerchiamo di entrare nell’ottica di quegli anni che sì, sanno di modernità, ma avevano una chiave di lettura completamente diversa da quella attuale.

Who wants to be GOAT? Laver 1962: l’altro Grande Slam

Tags: ,



Warning: Use of undefined constant woothemes - assumed 'woothemes' (this will throw an Error in a future version of PHP) in /membri/tennismylife/wp-content/themes/livewire/tag.php on line 22
Rod Laver - Wimbledon 1962

Rod Laver riceve il trofeo di Wimbledon direttamente dalla Regina

 

Nel 1962 Rod Laver completa il primo Grande Slam della sua carriera, molti bistrattano l’impresa perchè ottenuta da dilettante e soprattutto quando i migliori erano passati al professionismo come: Ken Rosewall, Lew Hoad, Pancho Gonzales, Andres Gimeno e tanti altri campioni. Nonostante tutto l’impresa di Laver rimane tale anche alla luce dei risultati ottenuti durante tutta la stagione, una stagione irripetibile che non poteva passare inosservata.

Il 1962 di Laver si apre con una notizia shock che è quella del suo passaggio al professionismo. Dopo una sua vittoria eventuale a Wimbledon o agli US Open si sarebbe unito alla truppa del circuito pro, iniziando a guadagnare ufficialmente qualche soldo, cosa impossibile tra i dilettanti.

Il primo titolo arriva nel primo torneo disputato ed è lo storico Manly Seaside Championships di Sydney, giocato sull’erba in cui regola in finale in appena 45 minuti Bob Hewitt per 6-3 6-3 rivelazione del torneo che aveva sconfitto a sorpresa Neale Fraser in semifinale.

Il primo grande torneo dell’anno si gioca a Sydney che ospita al White City Stadium l’Australian Championhips, prima prova del Grande Slam della stagione. Come spesso accadrà in quegli anni e nel decennio successivo lo Slam australiano è poco international e la maggior parte dei partecipanti sono tennisti locali che essendo dei top player elevano la qualità della manifestazione ma la collocano indietro agli altri tornei dello Slam sicuramente con un parco partecipanti più aperto e internazionale. Laver incontra solo connazionali: Frederick Sherriff nel secondo turno (nel primo aveva usufruito di un bye), Geoffrey Pares nel terzo, Owen Davidson in quello successivo e poi i turni più impegnativi contro Bob Hewitt e la finale contro Roy Emerson che si dimostrerà la “bestia nera” di Laver in questa stagione. Il 25enne di Blackbutt è costretto a capitolare sconfitto con il punteggio di 8-6 0-6 6-4 6-4 dopo 105 minuti di gioco davanti a 3.000 spettatori. Per Laver si tratta della quarta vittoria consecutiva nei major contro Emerson che era il defending champion. Nel primo set Roy si trova avanti 3-0, ma Rod è bravo a risalire e vincere il parziale per 8 giochi a 6 annullando diversi set point. Il secondo parziale è un clamoroso bagel di Emerson che però non scalfisce le certezze di Rod. Negli ultimi 2 parziali un Laver cinico conquista un break per set e chiude per 6-4 6-4 mettendo il primo tassello del Grande Slam per il 1962.

In quel di Hobart Laver aggiunge un altro titolo alla sua collezione vincendo il Tasmanian Championships sempre su erba ai danni di Neale Fraser con il punteggio di 7-5 0-6 0-6 6-1 6-2, riuscendo quindi a superare il connazionale dopo aver subito 2 bagel consecutivi.

La prima sconfitta stagionale arriva a New York agli U.S. National Indoor Championships, torneo indoor disputato sul parquet in cui a brillare è Chuck McKinley: in semifinale sconfigge Laver con un netto 6-0 6-4 6-4 e si aggiudica il titolo battendo Whitney Reed per 4-6 6-3 4-6 9-7 10-8.

La seconda sconfitta arriva a Città del Messico nei Pan American Championships. Dopo essere arrivato in finale con un cammino molto agevole tranne nell’impegno contro il messicano Pancho Contreras sconfitto al quinto set per 11-9 3-6 11-9 4-6 6-4, viene battuto da Manolo Santana per 6-3 6-4 5-7 7-5.

A Miami Beach si presenta un Laver non all’altezza della situazione e lo dimostra subito al Good Neighbor: dopo aver superato agevolmente 2 turni contro tennisti molto modesti perde clamorosamente contro il semisconosciuto tennista della città che ospita il torneo: Ed Rubinoff che lo batte per 3-6 6-3 6-1.

Al Caribbean Championships la situazione non sembra migliorare più di tanto: a Montego Bay arriva in finale molto agevolmente, ma è ancora Roy Emerson a negargli la gioia del titolo che vince grazie ad una grande dimostrazione di forza e “cannonball serve” che hanno distrutto una volta la racchetta di Laver. Il punteggio della finale è 8-6 7-5 4-6 3-6 6-2.

Il terra colombiana al Ciudad de Barranquilla Laver incassa un’altra sconfitta questa volta in semifinale contro Santana che poi perderà in finale contro Emerson, diventando l’altra bestia nera di Rod in questo straordinario 1962.

Il ritorno alla vittoria per Laver avverrà in quel di Caracas all’Altamira International, questa volta si vede un ottimo Rocket Man che ha problemi solo in semifinale contro l’inglese Mike Sangster che gli strappa un set, ma è contro l’amico rivale Emerson che nostra un grande tennis sconfitto con il punteggio di 9-7 6-2 6-0.

Al Caribe Hilton Championships è ancora Roy Emerson ad essere sugli scudi e a San Juan toglie ancora la soddisfazione del titolo all’amico-rivale Rod battuto per 7-5 7-5, ma insieme vinceranno il titolo di doppio.

L’inarristabile onda di Emerson per il momento sembra rovinare la grande stagione di Laver e a St. Petersburg, Florida al Masters Invitation arriva l’ennesima mazzata in finale. Rocket Man subisce ancora e Roy incassa un altro titolo vincendo per 6-1 6-4 6-1. Per Emerson si tratta della 5a vittoria su 6 tornei disputati del circuito Florida-Caraibico, l’unico torneo che gli è scappato è stato il torneo di Caracas.

Nel tradizionale appuntamento sulla terra battuta del River Oaks Tournament di Houston è tempo di rifarsi per Laver. Nella 28a edizione del torneo si ha ancora una finale tutta australiana come era successo l’anno precedente e stavolta è Rod a mettere in riga Emerson battuto per 6-1, 7-5, 7-5. Laver ha sofferto più del dovuto in questo torneo dovendo superare l’ostico Chuck McKinley in semifinale battuto per 3-6, 5-7, 6-1, 6-4 6-3. L’intera finale è durata un’ora e 18 minuti. Il servizio di Emerson è stato brekkato 3 volte nel primo set , nel secondo parziale Roy ha perso subito il servizio e lo ha fatto anche nel terzo e ultimo parziale.

La truppa si sposta in Europa e il campione di Wimbledon aggiunge un altro titolo alla collezione: quello del Connaught Hard Court Championships di Chingford dove incontra tennisti modesti come: Dennis Hales, Patricio Apey, Frank Selwyn Salomon e Martin Frederick Mulligan in finale battuto per 4-6 6-4 6-4.

L’Europa sembra portare fortuna a uno specialista dell’erba quale poteva essere Rod Laver che non ha problemi ad adattarsi alla terra battuta del vecchio continente, così nello storico British Hard Court Championships di Bournemouth aggiunge un altro titolo in bacheca: il campo partecipanti non è eccezionale, ma è costretto a far gli straordinari contro Tony Pickard (5-7 3-6 6-4 6-3 6-0) , ma non ha nessun problema contro il neozelandese Ian Sinclair Crookenden battuto per 6-3 6-3 6-3.

Anche l’Italia è foriera di titoli per Laver che a Palermo si aggiudica i Campionati Internazionali di Sicilia sulla terra battuta dopo i primi turni giocati con tennisti non proprio esaltanti sconfigge in semifinale Orlando Sirola liquidato con un 6-1 6-2 6-2 e soprattuto in finale ha la meglio di Neale Fraser che nel periodo amateur di Laver si dimostra un avversario molto ostico. Il punteggio finale della partita è: 6-4 6-2 4-6 6-1.

Da Palermo si passa a Roma per gli Internazionali d’Italia o le preferite il “Campionato Italiano di tennis”, una definizione che tornerà utile più avanti. Sul clay romano si ha un tabellone molto ricco con 80 partecipanti al via, quasi come uno Slam e si gioca tutto al meglio dei 5 set, quindi per certi versi non ha nulla a che invidiare al Roland Garros, per citare il torneo più importante su clay della stagione dilettantistica. In finale non poteva che trovare sempre lui, l’amico-rivale Roy Emerson. Il match è molto combattuto e si chiude in 5 set con il punteggio di 6-2 1-6 3-6 6-3 6-1.

La furia rossa di Laver non sembra arrestarsi e il rosso della terra che ha sotto i suoi piedi sembra ringalluzzirlo nonostante non sia la sua superficie preferita. Allo Swiss International Championships mette a segno un altro colpaccio. Stavolta non si fa fregare da Manolo Santana e in finale ha la meglio sull’indiano Ramanathan Krishnan per 6-4 6-2.

L’appuntamento clou della stagione terraiola europea è sempre il Roland Garros, torneo dello Slam che si rivelerà sempre il più duro da vincere per Rod anche e soprattuto perchè è l’unico che si disputa sulla terra battuta a differenza degli altri che sono tutti su erba. A Parigi Rocket Man è costretto a fare gli straodinari: superati 3 turni abbastanza semplici contro Michele Pirro, Tony Pickard e Sergio Jacobini, ai quarti di finale ha di fronte il connazionale Martin Mulligan: dopo aver vinto il primo set per 6 giochi a 4, Martin sale in cattedra e vince il secondo e il terzo, il quarto è una dura lotta e Mulligan si prova il match point sulla racchetta sul 5-4 30-40. Laver alla battuta non trema: servizio sul rovescio, scatto sul lungolinea e voleè tagliata a chiudere il punto. Anche Neale Fraser si dimostra all’altezza della situazione in semifinale così come Roy Emerson che era partito molto forte portando avanti di 2 set a 0, ma è costretto a capitolare per 3-6, 2-6, 6-3, 9-7, 6-2.

Archiviati 2 Slam su 2 si va in Norvegia e sempre sulla terra battuta si aggiunge un altro titolo: il Norwegian International Championships, un titolo semplice rispetto a tanti altri ma che non è da sottovalutare nell’ottica generale di questa splendita annata.

Un’altra tappa scandinava è quella di Saltsjoebaden in Svezia, qui perde a sorpresa contro il padrone di casa Uffe Schmidt e anche nettamente con il punteggio di 6-4 6-3 6-0.

A giugno il Torneo di Wimbledon è alle porte e ci si prepara per il più importante torneo dell’anno giocandone qualcuno di preparazione sull’erba inglese: il primo è quello di Bristol conosciuto anche come West of England Championships torneo pieno di sorprese con Laver e McKinley eliminati a sorpresa rispettivamente da Tony Palafox (messicano) e Fred Stolle connazionale di Rod.

L’altro torneo di preparazione a Wimbledon, quello con più tradizione e prestigio è il Queen’s Club Championships. Qui Laver non delude e mette a segno un altro splendido colpo facendo fuori in semifinale McKinley e Roy Emerson in finale per 6-4 7-5.

Per quanto i top player non vi potessero partecipare, il Torneo di WImbledon, The Championships, rimanevano il torneo più importante dell’anno e quello che raccoglieva sempre la maggiore attenzione dal punto di vista mediatico. Quella disputata a Church Road del 1962 fu un’edizione quasi dominata da Laver che perse un solo set ai quarti di finale contro Manolo Santana. Lo spagnolo dopo aver vinto il primo set si trovò avanti 5-1 nel secondo parziale e poi 5-4 0-30, ma Rod seppe subito mettere le cose in chiaro. In semifinale sconfisse Neale Fraser e in finale non ci fu storia: si sbarazzò di Martin Mulligan in 51 minuti: l’ultima finale della storia del torneo ad esserci conclusa prima di un’ora. Ad assistere alla partita c’erano 14.000 spettatori. Dopo questa vittoria Rocket Man viene tentato dai promoter di diventare professionista, ma lui dichiara fermamente che vuole concludere l’anno vincendo a Forest Hills e la Coppa Davis rinunciando, momentaneamente, ai $70.000 che gli erano stati offerti.

Con 3/4 di Grande Slam in saccoccia Laver non sembra essere appagato e nel post Wimbleon non si risparmia in preparazione degli U.S. National Championships e, come era prassi in quegli anni, gioca diversi tornei sulla terra battuta nei mesi di luglio aggiungendo fieno in cascina.

La settimana successiva a Wimbledon si reca a Dublino per l’Irish Championships torneo giocato su erba. La vittoria è molto semplice e a renderla ancora più facile è il ritiro in finale di Bobby Wilson incapacitato a scendere in campo a causa di un infortunio.

A Gstaad è ancora il mattone tritato a trovarsi sotto le scarpe di Laver e ancora una volta è lui l’assoluto protagonista: superati dei primi turni molto agevoli e costretto anche ad impartire una severa lezione al sempre arcigno Neale Fraser sconfitto per 6-4 6-4 8-6.

L’onda aussie del roscio di Rockhampton sembra inarrestabile ed è ancora la terra battuta a sorridergli: in quel di Hilversum vince il Dutch International Championships: non affronta grandi avversari se non l’indiano Ramanathan Krishnan già sconfitto diverse volte durante l’annata e questa volta per 4-6 6-3 6-3 7-5.

Altro tiro altro giro: questa volta il gioco si fa duro e in quel di Amburgo si gioca il German Championships. Il tabellone è un simil Slam, un simil Roland Garros a draw dimezzato, ma sempre difficile con tutte le partite giocate al meglio dei 5 set. I rivali più importanti dell’annata capitano nella parte opposta del tabellone di Rod così si eliminato a vicenda, come: Santana che fa fuori Emerson in semifinale. E’ proprio lo spagnolo a dire la sua in finale ma non può fermare Rocket Man vittorioso per 8-6 7-5 6-4.

Una inespettata sconfitta arriva in quel di Kitzbühel per la Alpenlandpokal o Coupe des Alpes, è un colpo indolore per Rod ma pone fine alla striscia di imbattibilità che durava dal torneo del Queen’s e non è un ottimo aspicio visto l’imminente grande appuntamento della stagione.

Il più grande sogno di un tennista è realizzare il Grande Slam e a Forest Hills tutti aspettano lui. Rod non tradisce le attese e le possibilità di sconfitta sono minime e il Grande Slam è servito. Gli unici a creargli dei problemi sono Frank Froehling nei quarti di finale e Roy Emerson in finale, capaci entrambi di toglierli un set. Laver è molto nervoso e a dargli una mano è proprio l’ultimo che aveva completato il Grande Slam prima di lui: Don Budge, anche lui con i capelli rossi (strana coincidenza). Davanti a 9.000 il 10 settembre 1962 Laver entra nella leggenda, ma la sua carriera era appena iniziata.

Il Grand Slammer dopo il successo a New York sembra un po’ allentare la presa e perde a Tuscaloosa in Alabama sull’erba contro Gordon Lovell Forbes ai quarti di finale e ancora una volta contro Roy Emerson al Pacific Southwest Championshisps di Los Angeles giocato sul cemento. Questa fa sì che nel 1962 abbia vinto titoli solo sulla terra battuta ed erba, non un grosso handicap ma una vittoria sul cemento californiano e un’altra agli US Indoors giocati sul parquet avrebbero elevato ancora di più la straordinarietà di questa stagione.

A fine anno ritorna in Australia dove lo aspetta in challenge round della Coppa Davis, ma non è restio nel frattempo a dispensare tennis agli occhi dei suoi connazionali: vince gli Australian Hard Court Championships di Brisbane e il Queensland Hard Court Championships. Perde successivamente il Queenland Championhisps su erba contro Bob Hewitt e il South Australian Championships di Adelaide. Una’altra sconfitta arriva a Sydney nello storico New South Wales Championships.

Rod riserva le ultime 2 perle della stagione una per il Victorian Championships e soprattutto è protagonista del challenge round della Coppa Davis stravinto dalla sua Nazionale per 5-0 contro il sorprendente Messico, capace di eliminare gli USA nella prima fase della Coppa.

Ricapitolando Laver chiude la stagione con questi titoli:

1) Sydney Manly Seaside Championships, Sydney, Erba
2) Australian Championships, Sydney, Erba
3) Tasmanian Championships, Hobart, Erba
4) Caracas Altamira International, Caracas, Terra battuta
5) River Oaks International Tennis Tournament, Houston Terra battuta
6) Rothmans Connaught Championships, Chingford, Terra battuta
7) British Hard Court Championships, Bournemouth, Terra battuta
8) Campionati Internazionali di Sicilia, Palermo, Terra battuta
9) Internazionali d’Italia, Roma, Terra battuta
10) Swiss International Championships, Lugano, Terra battuta
11) Internazionali di Francia, Parigi, Terra battuta
12) Norwegian International Championships, Oslo, Terra battuta
13) Queen’s Club Championships, Londra, Erba
14) Torneo di Wimbledon, Londra, Erba
15) Irish Championships, Dublino, Erba
16) Swiss Championships, Gstaad, Terra battuta
17) Dutch International Championships, Hilversum, Terra battuta
18) German Championships, Amburgo, Terra battuta
19) U.S. National Championships, New York, Erba
20) Queensland Hard Court Championships, Warwick, Terra battuta
21) Australian Hard Court Championships, Sydney, Terra battuta
22) Victorian Championships, Melbourne, Erba

Notiamo che oltre ai tornei del Grand Slam alla fine del 1962 Laver era detentore dei titoli nazionali di: Australia, Italia, Svizzera, Francia, Gran Bretagna, Norvegia, Irlanda, Paesi bassi, Germania e USA.

Oltre ai 22 titoli si aggiungono anche 7 finali perse a: Città del Messico, Montego Bay, San Juan, St. Petersburg, Tuscaloosa e Los Angeles.

[catlist tags="GOAT"]

Archivio

Clicca mi piace

Tennis is my life