Tennis Champions Classic 1970: Rod Laver vince il torneo più ricco, importante e strano della stagione

Rod-Laver

Oggi ormai è consuetudine valutare la carriera di un tennista considerando quasi esclusivamente i tornei del Grande Slam che ha vinto, tutto questo nasce da una revisione a posteriori realizzata dalla nascita dell’era Open in poi che non tiene conto di tante dinamiche che nei primi anni fino al 1989 non mettevano gli Slam in una posizione così dominante come lo sono oggi. Un elemento da prendere in considerazione e che non è assolutamente da sottovalutare è il montepremi dei tornei, essendo i giocatori dei professionisti per loro era molto più importante portare a casa molti più dollari possibili piuttosto che dedicarsi ai tornei più prestigiosi che davano, sì, una certa visibilità a livello mediatico e un grande prestigio, ma erano innanzitutto molto difficili da vincere con partite al meglio dei 5 set, 7 in totale, in cui era molto semplice cogliere la giornata no, e soprattutto il primo premio molto spesso era inferiore ad altri tornei che non avevano nessuna tradizione, ma che attraverso dei contratti televisivi e pubblicitari riuscivano ad elargire grandi somme in confronto agli Slam. Ecco che Rod Laver che nel 1969 era riuscito a completare il Grande Slam realizzando la più grande impresa che un tennista possa realizzare nel 1970 e nel 1971 si dedicò ad altri tornei arrivando agli Slam non al massimo della condizione saltandone anche qualcuno per mancanza di appeal e soprattutto per montepremi infimi per i suoi standard. Dopo il 1969 non parteciperà più al Roland Garros e le sue partecipazioni negli altri Slam saranno sempre più rare, dedicandosi a tornei ben più remunerati, ecco perchè a Rod si imputa di avere vinto pochi Slam (11 per la precisione), ma non si tiene conto mai di questi fattori che sono sconosciuti ai più, senza considerare la sua diaspora da pro durata dal 1963 al 1967, quindi all’apice della sua carriera.

Il torneo più ricco per il 1970 è senza ombra di dubbio il Tennis Champions Classic, un evento che metteva a disposizione la cifra record di $200,000 dollari promosso dal direttore della National Tennis League George MacHall. Il formato di questo torneo era alquanto insolito ed era composto da partite secche chiamate “winner-take-all” in cui il vincitore portava a casa una borsa di $10,000 per una sola vittoria, lo sconfitto niente, i vari scontri diretti si sarebbero giocati in 10 città americane e i migliori 4 della fase preliminare si sarebbero sfidati nelle semifinali per una partita da $25,000 e in seguito in finale per $50,000. Forse le cifre messe così a caso non danno l’idea di quanto fossero esorbitanti e per certi versi folli: il Torneo di Wimbledon, sicuramente il torneo più prestigioso del mondo per il 1970, aveva messo a disposizione “solo” $120,000 da dividersi tra gli uomini e le donne e poi tra i singolaristi e doppisti. Il vincitore avrebbe portato a casa dopo aver vinto 7 partite con il 3 su 5 la miseria di $7.200, cifra risibile se paragonati ai $10,000 messi in palio nella partita secca.

Ma veniamo al dettaglio dell’edizione 1970 di questo particolare torneo. Come accennato il formato è strano e lo si capisce subito da come sono organizzate le parte: al debutto si scontrano Rod Laver e Pancho Gonzales con una partita al meglio dei 5 set con un sistema particolare di spareggio: sul 5 pari prevedeva un gioco supplementare fatto di 12 punti e chi ne se aggiudicava di più vinceva, un tie-break con regole diverse da quelle odierne. La partita Laver-Gonzales si sarebbe disputata a New York e il vincitore oltre a portarsi a casa una borsa di $10,000 sarebbe passato al turno successivo dove ad attenderlo ci sarebbe stato John Newcombe, il vincitore della sfida tra John e Laver o Gonzales sarebbe andato avanti nel torneo e così via. Questo tipo di formula sembra paradossale visto che non tutti possono giocare lo stesso numero di partite, ma per porre rimedio a questo squilibrio si giocheranno degli spareggi per decidere i 4 componenti che ai play-off si sarebbero giocati il primo premio.

1) New York: partita inaugurale

Pancho Gonzales b. Rod Laver 7-5 ,3-6, 2-6, 6-3, 6-2.

La prima sfida viene vinta da Gonzales che sconfigge Rocket Man in 5 set con il punteggio di 7-5, 3-6, 2-6, 6-3, 6-2.

2) Detroit: 1 febbraio

Pancho Gonzales b. John Newcombe 6-4 ,6-4, 6-2.

A Detroit si affrontano il vincitore della prima partita contro l’australiano John Newcombe. L’arzillo 41enne di Los Angeles mette in mostra uno dei suoi migliori tennis e batte baffone per 6-4 ,6-4, 6-2. “E’ il miglior tennis che abbia giocato da 10 anni a questa parte” dichiarerà Pancho alla fine della partita. Con questa vittoria Gonzales porta a casa una borsa di $10,000 che si aggiunge ad altrettanti vinti nella sfida di New York contro il numero 1 del mondo e rimane così in corsa per il potenziale montepremi di $134,000 che potrebbe incassare nel caso in cui vincesse tutte le partite. Come di consueto egli ha fatto prevalere il suo servizio che neanche a quella età sembra scemare. Newcombe è stato brekkato una volta nel 1° set, un’altra nel 2° e 2 nel 3°. L’unica attenuante per John Newcombe alla sua prestazione, non proprio all’altezza, potrebbe essere il suo viaggio dall’Australia e il suo arrivo a Detroit appena 5 giorni prima della partita.

3) Miami (Hollywood) : 16 febbraio

Roy Emerson b. Pancho Gonzales 6-3, 6-2, 6-0.

A Hollywood, Florida non California, si spegne il sogno di Gonzales di fare en plein e viene sconfitto dall’australiani Roy Emerson che così oltre a vincere $10,000 prosegue il cammino nel torneo. Pancho gioca male fin dall’inizio e non mette in mostra il suo potente dritto e cicca molto spesso delle volèe spedendole spesso a rete. La pressione ha giocato brutti scherzi e nel terzo game del secondo set Pancho non ha resistito nell’intimare ad una ragazza seduta a bordo campo di sedersi dopo che questa si era alzata:”Honey, will you see down”. Emerson ha breakkato diverse volte il suo avversario: nel 3° game del primo set, nel 9° dello stesso set dopo di che ha messo in fila 5 game consecutivi. Nell’ultimo parziale non c’è stata praticamente partita e il bagel è stato inevitabile.

4) Los Angeles: 28 febbraio

Roy Emerson b. Ken Rosewall 7-5, 4-6, 7-5, 6-4.

Al “Forum” di Los Angeles si gioca la 4a partita del Champions Classic. A latere del torneo del WCT, il Los Angeles Classic, che vede la straordinaria affermazione di Dennis Ralston, grande promessa del tennis americano, che batte il numero 1 del mondo Rod Laver, che, per inciso, non era stato invitato a partecipare al Classic da George MacCall, presidente della NTL. Emerson porta a casa la 2a vittoria del torneo contro il connazionale Ken Rosewall battuto per 7-5 4-6 7-5 6-4. 2 set sono andati al “sudden” tie-break sul punteggio di 5 pari con Emerson che era riuscito a brekkare Rosewall 2 volte nel corso del primo set. Con questo successo Emerson raggiunge $27,500 come guadagno complessivo fino a quel momento nel 1970.

5) Brisbane: 5 aprile

Roy Emerson b. Andres Gimeno 9-7, 1-6, 4-6, 6-3, 6-2.

A Brisbane continua la striscia positiva di Emerson che in 2 ore e 30 minuti batte lo spagnolo Andres Gimeno e porta a 3 il numero di vittorie totali nei winner-take-all. Il match è molto combattuto, dopo una partenza lenta di entrambi i giocatori, Emerson, in svantaggio di 2 set a 1, prende il controllo della partita e con una serie di rovesci spettacolari pareggia i conti e chiude in appena 18 minuti l’ultimo parziale.

6) Dayton: 3 maggio

Fred Stolle b. Roy Emerson 7-5, 7-5, 6-4.

Al Classic Set dell’Università di Dayton si presentano Roy Emerson alla caccia del suo quarto successo di fila e il connazionale Fred Stolle, la partita si chiude il 3 set e così Roy perde la possibilità di fare en plein ma comunque si consola con le tante vittorie accumulate che gli permettono di accedere alla fase finale tra i 4 migliori tennisti della competizione.

7) Los Angeles: 20 maggio

Tom Okker b. Fred Stolle 6-3, 6-3, 2-6, 6-1.

Dopo il successo di Los Angeles l’australiano Stolle perde immediatamente nella partita successiva contro l’olandese Tom Okker al Forum di Los Angeles per la 2a volta teatro del Champions Classic. Va ricordato che a margine di questa sfida ne fu giocata un’altra tra Roy Emerson e Pancho Gonzales a Newport Beach con un winner-take-all di $5,000. Okker si presenta alla sfida in forma dopo aver vinto il Brussels Open e l’Atlanta Open battendo, tra gli altri, Gonzales e Dennis Ralston. Okker riesce ad avere la meglio su Stolle per 6-3, 6-3, 2-6, 6-1 e rimane in corsa nel torneo e oltre a vincere i $10,000 continua la sua strada per arrivare alle finals.

A questo punto del torneo i qualificati sicuri per i play-off sono Gonzales ed Emerson e la truppa si sposta a West Orange per un 3 Day Invitation.

-West Orange: 3 Day Invitation Tournament (21 maggio)

Nella 3 giorni di West Orange ad aprire le danze sarà Rod Laver opposto ad Andres Gimeno. Laver si presenta con delle ottime credenziali a questo special event con $123,000 vinti nel 1969 e con più di $40,000 conquistati da inizio stagione, anche se stato già stato sconfitto all’esordio. Laver non delude il pubblico e riesce a vincere contro Andres Gimeno e si guadagna così la finale: il risultato della partita è 4-6, 4-6, 6-1, 6-3 6-2 a favore di Rocket Man dopo 2 ore e 10 minuti di gioco alla South Mountain Arena.

Ken Rosewall riesce ad avere la meglio sul connazionale John Newcombe per 5-7, 7-5, 6-1, 6-2 dopo 2 ore e 30 minuti di gioco e si qualifica anche lui per la finale.

A questo punto della competizione non si capisce cosa sia successo esattamente perchè la sfida finale tra Laver e Rosewall non si giocherà mai non decretando mai il vincitore del torneo, per contro Laver sconfigge Tony Roche che riesce a battere in un’ora e 15 minuti con il punteggio di 6-2, 6-4, 6-2 e incamera altri $10,000 per il winner-take-all. Con questa vittoria Rod si assicura un posto per le finals e si aggiunge ad Emerson e Gonzales e così rimane un solo posto che verrà deciso dagli spareggi che si giocheranno a New York. Da registrare a latere del torneo la vittoria di Newcombe contro Stolle per 7-5, 4-6, 8-6.

-New York: Spareggio per il quarto posto

Nelle “semifinali” degli spareggi l’olandese Tom Okker e Ken Rosewall passano il turno rimanendo in corsa per quarto posto. Okker batte Tony Roche in un 5-setter con il punteggio di 6-3, 3-6, 7-5, 3-6, 6-4. Rosewall, impegnato appena 2 ore prima nel torneo di St. Louis contro Fred Stolle (battuto per 6-2, 6-1), riesce a ripetersi sempre contro Fred battuto con il punteggio di 5-7, 6-4, 6-0, 6-1. Stranamente Rosewall riceve i $10,000 per la sua vittoria, mentre Okker non riceve un quattrino per via di una clausola molto strana del regolamento che non prevedeva premio in denaro per chi non avesse partecipato al recente torneo di qualificazione (West Orange). Altra stranezza di questo torneo.

Ma veniamo al dettaglio dei 2 incontri: nel 1° set Okker si porta subito avanti per 4-1 ma il mancino Stolle riesce a recuperare fino al 4 pari, poi 5 pari e si va al “12-point tiebreaker”, con Tom avanti 5-2 il giudice di linea fa una chiamata dubbia e si va sul 6-3 e si chiude con 7 punti a 3 per Okker. Roche nel 4° parziale riesce a brekkare l’avversario nell’8° gioco per chiudere per 6 giochi a 4 in suo favore. Nel quinto e decisivo set Okker scappa via subito sul 5-2 e al 4° match point chiude la pratica.

Nell’altra semifinale uno stanco Rosewall perde il primo set malamente andando subito sotto 1-5, recupera fino al 5 pari, ma cede al sudden tie-break. Questo sembra il momento più emozionante della partita con Stolle che si impone per 11 punti a 9. Nella rimanente parte di partita non c’è storia e un Kenny sugli scudi vince per 6-0, 6-4, 6-4.

Lo spareggio tra Okker e Rosewall viene vinto da quest’ultimo per 6-2, 6-4, 6-2 e così Rosewall ottiene l’ultimo posto per le finals del Madison Square Garden.

The Finals

Semifinali:

-Laver-Gonzales 6-3 6-3 6-1.

-Rosewall-Emerson 4-6 6-1 6-4 4-6 7-5.

Al Madison Square Garden va in scena il classico tra Rod Laver e Pancho Gonzales, battuto nel match di esordio del torneo a gennaio Rod riesce a prendersi la rivincita nella partita che conta di più dimostrando di essere ancora lui il numero 1 del mondo. Il punteggio dello scontro è lampante: 6-3, 6-3, 6-2 per l’australiano che è riuscito a neutralizzare il servizio, l’arma più potente in mano all’avversario. Come detto, il servizio di Pancho non sembra funzionare, e come se non bastasse non riuscirà mai a breakkare. Nel primo parziale perde il servizio nel 4° gioco. Nel 2° Pancho sembra essere sul punto di strappare il servizio a Rod quando si arriva ai vantaggi, ma nulla da fare. Con questa vittoria Laver aggiunge altri $15,500 al suo bottino e si assicura i $15,000 destinasti al finalista perdente, a Gonzales vanno comunque $12,500.

Nell’altra semifinale il 35enne Rosewall riesce ad avere la meglio sul connazionale Emerson che nelle fasi preliminari era stato grande protagonista con 3 vittorie consecutive. Il piccolo Kenny ha fatto valere il suo rovescio contro il suo connazionale che deve capitolare per 4-6 6-1 6-4 4-6 7-5. Così Rosewall incassa un altro assegno di $15,500 e si presenta all’appuntamento finale contro il rivale storico.

Finale: 16 luglio

Laver-Rosewall 6-4, 6-3 , 6-3.

Rod Laver batte il rivale e connazionale e si assicura l’assegno più oneroso che sia mai stato pagato per una vittoria in un torneo, ben $35,000, una cifra esorbitante per quell’epoca. Il punteggio sembra molto severo per quello che si è visto in campo. Una delle chiavi della partita è stata la seconda di servizio di Laver che l’ha tolto molto spesso dagli impicci. Nel secondo set Rosewall brekka l’avversario nel 4° gioco e successivamente tiene il suo turno di battuta a zero per la prima volta. Laver non ci sta e copia l’avversario in maniera simmetrica vincendo il servizio a zero ed ottenendo il break nel turno successivo. Nel 9° gioco Ken commette un’esiziale doppio fallo sul 30 pari e Laver chiude il set con break per 6 giochi a 4.

Rosewall inizia in maniera imbarazzante il 2° set dove in 2 game ottiene solo un punto, i 10.292 del MSG sembrano ormai rassegnati all’inevitabile ma Kenny ha un sussulto di orgoglio ottenendo un break nel 7° gioco. Ma il vantaggio ottenuto non dura molto, nonostante un game combattuto ai vantaggi costellato da errore e grandi giocate contemporaneamente Laver riesce a portarsi sul 5-3 per poi chiudere con il suo servizio.

La tensione la fa da padrone e a subirla maggiormente è Rosewall che ad ogni turno di servizio perde il primo punto. Quindi non mancano break e contro-break, ma alla fine ad avere la meglio è il roscio mancino che ottiene il break decisivo nel 7° gioco che gli consente di chiudere con i suoi turni di battuto il parziale e anche la partita.

Rosewall nonostante la sconfitta intasca un assegno di $15,000 che è più del doppio di quello vinto da Newcombe per avere conquistato il Torneo di Wimbledon ($7,200).

Intervistato a fine match Laver ribadisce l’importanza del match che ha appena giocato sottolineando quando in palio ci sono ben $35,000 la tensione è inevitabile e bisogna rimanere concentrati nonostante il nervosismo la faccia inevitabilemente da padrone. Nonostante la sconfitta Rosewall si ritiene soddisfatto per aver dato tutto e per non aver deluso il Madison.

Alla luce di quanto riportato possiamo fare una considerazione che può sembrare allo stesso tempo semplicistica e sofisticata. E’ vero che gli Slam erano i tornei più prestigiosi, ma per un Rod Laver nel 197o cosa poteva contare di più: una vittoria a Wimbledon che valeva $7,2000 o una al Tennis Champions Classic che valeva $35,000 solo per aver vinto la finale più i bonus dei winner-take-all e l’assegno per avere vinto la semifinale dei play-off ? Tutto fa pensare che il Classic sia stato più importante nel 1970 anche se privo di tradizione e che non si disputerà più, quindi quando diciamo che Rod non ha più vinto Slam dopo il fatidico 1969 cerchiamo di entrare nell’ottica di quegli anni che sì, sanno di modernità, ma avevano una chiave di lettura completamente diversa da quella attuale.