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The GOAT Theory: 1937, Vines vs Perry

Posted on 26 Settembre 2019

1937

Nel 1937 arriva il ciclone Perry. È uno dei giocatori più forti del mondo e della storia fino a quel momento. È stato il primo a completare quello che anni dopo sarà chiamato “Career Grand Slam”. La sfida contro Vines è la più attesa da quando è stata introdotta questa formula dell’H2H itinerante chiamata World Series. Alcuni lo danno favorito contro Elly, però questi può contare su una maggiore esperienza in questo circuito e una superiorità nell’indoor che si manifesta per via del suo gioco potente. C’è un precedente sulla terra battuta di Parigi dove vinse Perry.

Si parte a New York. Il training camp è in California e i 2 arrivano nella East Coast in treno. C’è anche Tilden che giocherà il doppio e qualche sfida con Perry. Vines non sta tanto bene, ha l’influenza, ma non c’è rischio di forfait, così si gioca. Aprono il “concerto” Barnes e Lott. La loro partita si protrae per troppo tempo così vengono interrotti sul 5 pari del 2° set.

Il clima è solenne: si suona l’inno nazionale e ci sono 17.630 spettatori al Madison Square Garden. Record assoluto. Vince Perry in 4 set approfittando delle condizioni non ottimali del suo avversario. Si gioca anche il doppio e la coppia Tilden-Barnes batte Perry-Lott. Dopo la sfida Vines ritorna in hotel. Ha la febbre a 102° F (circa 39 ° C). Nonostante tutto Elly si riprende e gioca la 2a tappa di Cleveland con 3.000 spettatori. A Chicago ce ne sono ben 12.600. Però l’infezione virale che lo aveva colpito a New York si manifesta in maniera più evidente e Vines contrae la tonsillite. Elly deve rimanere in ospedale per 5 giorni. Per questo motivo viene cancellata la tappa di Detroit. Tilden non vuole fare la riserva e così si salta anche la tappa successiva. Vines rientra il 14 gennaio a Pittsburg davanti a 7.000 spettatori.

Si gioca sul canvas, almeno nelle prime tappe. I newspapers dell’epoca parlano di “shiny wood”, difficile da tradurre in italiano. La palla di Vines va più veloce, per questo motivo mette a segno 30 ace in 14 game al servizio (record per quei tempi e che per rating si colloca in alto nelle classifiche all time).

A Miami si gioca sul clay dove è favorito Perry, più avvezzo a giocare su questa su questa superficie. Anche a Palm Beach si gioca sulla terra battuta. Nella prima occasione vince Vines, nell’altra Perry. I 2 giocatori si equivalgono. Giocano prevalentemente da fondo e pallettano come sarebbe successo tanti decenni dopo per altri campioni di epoche completamente differenti. A fine marzo c’è perfetta parità: 19-19.

Contestualmente alla più importante World Series si gioca un’altra serie tra Perry e Tilden con sfide al meglio dei 5 set. La loro prima sfida si gioca il 24 marzo al MSG davanti a 15.000 spettatori. A Chicago ce ne sono 6.000 e a Boston 5.000.

C’è anche un terzo tour, però è solo “un’esibizione” che coinvolge Tilden, Hytaro Sato, Plaa, Al Chapin e Richards. Satoh e Chapin sostituivano occasionalmente Barned e Lott nell’altro tour.

La grande sfida Vines-Perry vede prevalere l’americano con un serratissimo: 32-29, così Elly diventa il campione del mondo.

Dopo il grande tour americano i migliori vanno in Europa. Perry e Vines vanno in Inghilterra il 15 maggio. C’è una serie di 3 match per un torneo conosciuto come King George IV Coronation Cup. Si gioca a Wembley sul painted wood e ci sono 5.000 spettatori. La serie viene vinta da Perry per 2-1. In questo evento ci sono anche Tilden, Plaa, Nusslein e Stoefen.

Il tour europeo continua e si gioca anche su un campo da calcio a Liverpool con 11.000 spettatori. Perry vince 6 partite su 9 totali giocate. Dopo la tappa di Dublino Perry e Vines ritornano negli USA. Tilden e Nusslein rimangono i soli top player a giocare in Europa, questo crea delle piccoli/grandi discrepanze nella classificazione dei tornei, soprattutto dei Major.

Il French Pro è il 1° Major della stagione, ma non ci sono Vines e Perry anche se questi avevano garantito la loro presenza. Nusslein batte Tilden e poi in finale Cochet per aggiudicarsi il titolo.

Si gioca a Southport con tutti i protagonisti del “Garros2 tranne Cochet che nel frattempo è andato in Unione Sovietica. Nusslein è ancora vincitore.

Ci sono i torneini di Deuville, Baule e La Touquet vinti rispettivamente da: Stoefen, Tilden, Ramillon. Dan Maskell perde clamorosamente la finale del British Pro che va nelle mani di Jeffrery.

Al Grand Palais di Parigi si gioca il “World’s Pro Championships”, indoor. Prima c’è una fase a eliminazione diretta poi un round robin a 4. Vince ancora Nusslein.

Si gioca anche la Bonnardel Cup. La finale è per l’ennesima volta USA vs Francia. I risultati dicono:

  • Ramillon d. Stoefen (ritiro)
  • Tilden d. Plaa
  • Plaa d. Stoefen (ritiro)
  • Ramillon d. Tilden

3-1 per la Francia.

Nusslein continua a collezionare tornei e si aggiudica il 1° Dutch Pro. Tilden vince il German Pro che si gioca con la formula del round robin dove l’americano si aggiudica tutte le partite.

C’è il Wembley Pro, teoricamente un Major, ma mancano ancora Vines e Perry. C’è un tabellone striminzito con 8 giocatori e torneo a eliminazione diretta. Altro successo per Nusslein che batte in 5 set Tilden.

Al Greenbeier Golf and Tennis Club di White Sulfur Springs c’è un evento storico: si gioca il primo U.S. Open. “Open” significa banalmente che professionisti e dilettanti possono giocare nello stesso torneo. Anche se il risultato è lo stesso, qui si usa il paradigma opposto di quello che sarebbe nato nel 1968. Il British Hard Court Championships era un torneo amatoriale che nel 1968 si aprì anche ai professionisti, qui è un torneo professionistico che si apre ai dilettanti. In totale sono 10 gli amateur che decidono di aderire, anche se 3 di loro si ritirano prima dell’inizio del torneo. La sanzione in caso di partecipazione è gravissima: radiazione da tutti i tornei dilettantistici governati dalla ILTF. Dei 7 rimasti solo Gordon Riach vince la sua sfida con un pro. Nonostante la sola partita giocata con tanto di sconfitta tutti sono banditi dalla U.S.L.T.A. Il torneo viene vinto da Kozeluh che batte in finale Barnes.

Nusslein, Tilden, Cochet e Ramillon sono in Italia per un torneo 3 days con round robin a Milano. Poi si gioca anche al Foro Mussolini di Roma. Successivamente il gruppo va pure in Egitto. Vines non c’è perché in California ad operarsi. Perry neppure perché sta girando un film.

C’è molto equilibrio nel ranking di fine anno. Don Bugde viene considerato superiore a Vines. Nonostante il “2° posto” nelle World Series, Perry deve vedersela con Nusslein protagonista di una straordinaria stagione in Europa con 2 Major in cascina. Von Cramm, un po’ distante, viene considerato più o meno sullo stesso livello di Nusslein.

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