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The GOAT Theory: I bonus

Posted on 05 febbraio 2018

Con l’introduzione del ranking nel 1973 si sentì subito una esigenza particolare: introdurre dei punti aggiuntivi nel caso in cui un giocatore battesse un altro con un certo ranking. Quella dell’agosto 1973 fu una classifica ad hoc e, in un’ultima analisi, una specie di race di quella stagione che non includeva tanti tornei a metà strada tra i vari circuiti ufficiali e quelli meno ufficiali, per cui nel primo anno non vennero premiate le “vittorie pesanti”, anche perché queste avrebbero avuto senso dal 23 agosto in poi. A partire dal 1974 venne introdotto in sistema bonus che aveva una peculiarità, poi abbandonata in seguito: oltre al ranking del giocatore era importante il torneo in cui questo giocatore fosse battuto. Un concetto nuovo e rivoluzionario allo stesso tempo che va un po’ a cozzare sulla teoria degli H2H dove vige l’assioma “uno vale uno”. Lo schema per il 1974 era il seguente:

Uno schema molto semplice da comprendere ma lo spiego lo stesso. Nei tornei che vanno dalla A alla D i punti bonus assegnati erano 6 per la vittoria contro un giocatore con ranking compreso tra 1 e 8, 4 per uno tra 9 e 16, 2 per 17-24. Dalla categoria E In giù cambia il sistema. Solo 3 punti per 1-8, 2 punti per 9-16, 1 punto per 17-24. La categoria E era quella che comprendeva la maggior parte dei tornei, una sorta di ATP250 di oggi. Con questa differenziazione così netta risultava molto proficuo battere un giocatore nei tornei di fascia alta alla luce anche dei punti che assegnava il torneo stesso.

Nel 1975 c’è lo stesso schema del 1974 per cui è inutile riportare la tabella, anche perché i sistemi ranking erano esattamente identici.

1976-1977

L’introduzione della super-categoria AA, quella della Triple Crown obbliga a revisione il sistema bonus, ma non più di tanto. Stesso schema del 1975 e il max bonus si estende alla super-categoria, tutto il resto rimane invariato. Lo schema per gli anni 1976 e 1977 è il seguente:

1978-1983

La rivoluzione del ranking del 1978 non poteva non propagarsi anche nel sistema bonus che diventa molto complicato. I giocatori ricevevano un bonus quando battevano un giocatore della top 24. 3 punti per i giocatori compresi tra il numero 1 e l’8, 2 per 9-16, 1 per l’intervallo 17-24. Fino a qui niente di strano. E’ solo cambiata la proporzione e l’intervallo. A complicare il sistema si mette il bonus aggiuntivo per aver battuto, nei tornei con oltre $50.000 di montepremi, ossia i tornei ATP (non Challenger), le teste di serie secondo il seguente schema: 4 punti per aver battuto una tds del primo quarto di seeding, 3 per il 2° quarto, 2 per il 3° e 1 per l’4°. Invece per i tornei con montepremi inferiore a $50.000 solo 2 punti per le tds nella prima metà del seeding e 1 punto per la rimanente. Lo schema semplificato è il seguente:

Caso US Open 1985

Purtroppo sul sito ATP e in rete non si trovano dati inerenti i bonus riguardi il 19841985, però è possibile, tramite un particolare procedimento risalire alla classe dei bonus. Il sito ATP non pubblica le tabelle, ma nello spazio dedicato alle carriere di un tennista sono riportati i punti che questi guadagna a fronte di un determinato risultato. Questi punti comprendono sia il turno raggiunto che il bonus, quindi, conoscendo i punti di quel turno, attraverso formule inverse ed equazioni di primo grado, o sistemi di equazioni di primo grado si arriva al dato che ci interessa: il sistema bonus.

Prendiamo in considerazione lo US Open del 1985 e seguiamo l’algoritmo:

  1. Reperire tutti i punti acquisiti dai giocatori che hanno partecipato al torneo.
  2. Partiamo dai giocatori che sono usciti al 2T. Non ci interessano i giocatori che sono usciti al 1T perché non avrebbero mai potuto battere un giocatore con un certo ranking.

Facile intuire dal primo riquadro che i punti assegnati al 1T senza bonus sono 10 e che dal 201 in poi non c’è bonus per il giocatore che batte un avversario con questo ranking. I giocatori che hanno ottenuto 11 punti, 10+1 hanno battuto avversari tra la 101a e 200a posizione. Quelli con 2 punti giocatori dalla 76a alla 100a. Con 3 punti ci sono giocatori nel range 51-75. Con 6 dal 31 al 40. “Bene” (tra virgolette) la sconfitta di Guy Forget, numero 5 del mondo, che dice subito che battere un giocatore dalla 1 alla 5 dava 30 punti.

  1. Calcolare gli altri intervalli.

Per risalire agli altri intervalli si devono considerare i giocatori usciti al 3T e cercare di estrapolare quegli intervalli vacanti del 2T.

Le parti evidenziate in giallo dalle delle equazioni ridondanti invece quelle verdi servono a estrapolare i dati che ci servono. I calcoli sono i seguenti:

  • David Pate (Bonus #11)

45 – 2 – x = 19  -> x = 24

  • Brian Teacher (Bonus #16)

36 – 1 – x = 19 -> x = 16

 

  • Tim Wilkison (Bonus #52)

23 – 1 – x = 19  -> x = 3

  • Paul Annacone (Bonus #49, #55)

25 – 2x = 19 -> x = 3

  • Bud Schultz (Bonus #36)

25 – 0 – x = 19 -> x = 6

  1. Reiteriamo l’operazione anche per gli altri turni.

Da questo ricaviamo tutte le altre classi che possiamo schematizzare in questo modo.

Questo sistema di bonus sarà in vigore dal 1984 al 1989 cambierà solo nel 1990 con la più importante riforma del calendario dell’era Open.

Caso US Open 1990

Qui vale lo stesso discorso del 1985. Non c’è materiale in rete e si procede con il reverse engineering.

Tutti quelli che hanno perso al primo turno hanno preso 1 punti però non hanno mai battuto nessuno quindi nessun bonus per loro. Passo al secondo turno e ho il seguente schema.

Il primo gruppo è composto da giocatori che hanno totalizzato 13 punti. Hanno battuto tutti giocatori al di fuori della Top 200 questo implica che per questo tipo di vittorie in sistema ranking ATP 1990 non prevedeva bonus.

Nel secondo gruppo ci sono giocatori con 14 punti che hanno battuto nella prima partita giocatori compresi tra il numero 151 e il numero 200. Partendo da una base di 13 punti i seguenti giocatori hanno acquisito 1 punto di bonus, da cui la regola: se 151< rankingOpponents< 200 -> Bonus point = 1.

L’iterazione continua con il terzo gruppo: 15 punti con giocatori tra 101 e 150. da cui 101< rankingOpponents < 150 -> Bonus point = 2.

Quarto gruppo: 16 punti con giocatori tra 101 e 150. da cui 76 < rankingOpponents < 100 – > Bonus point = 3.

Continuando con tutti gli altri ricaviamo la tabella.

Questo tipo di sistema sarà in vigore dal 1990 al 1993, dal 1994 al 1999 ci sarà un altro sistema che apporta una sola piccola modifica a quello già esistente.

Dal 2000 in poi viene abolito il sistema di bonus extra e il ranking ATP comincia ad assumere la configurazione attuale.

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