TML Classic: Semifinale Roland Garros 2013, Nadal vs Djokovic, Invasione barbarica

Il più difficile e strano degli Slam, il French Open, il torneo che porta il nome di un aviatore della Prima Guerra Mondiale, tale Roland Garros, nel corso degli anni ha saputo regalare tante emozioni staccandosi da tutti gli altri 3 fratelli per colpa della superficie, la terra battuta, che ha permesso agli specialisti, detti terraioli, di esprimersi al meglio, e ai giocatori da campi veloci, di rimanere spesso a bocca asciutta. Molto complesso è lo sforzo mnemonico che consente di ricordare tutte le finali dell’era Open, molte delle quali hanno visto dei carneadi e i classici one shot, che poi sono spariti. Molto più semplice ricordare i vincitori di Wimbledon. Ma a partire dal 2005 lo sforzo di memoria è diventato meno improbo perché ha iniziato a dominare, anzi stra-dominare, Rafael Nadal, il giocatore che più di ogni altro ha lasciato il segno sul clay superando la leggenda Borg i cui record sembravano unbreakble e quindi destinati all’eternità. Così è difficile non scegliere una partita dello spagnolo da ricordare, analizzare e magari salvare su un file PDF per capire cosa è successo e perché è successo. Il TML Classic propone la sfida tra Rafa e Djokovic del 2013, che fu una semifinale, ma tutti gli addetti ai lavori e non solo sono d’accordo nel dire che quella è stata la vera finale. Ci perdonerà David Ferrer il vero finalista fino nell’albo d’oro, ma è difficile pensare che in quel torneo uno tra il valenciano o Tsonga sarebbero stati all’altezza di battere o Rafa o Nole…in their prime.

Per tutta la durata del torneo il tempo non è stato clemente. Pioggia e nuvole l’hanno fatta da padrone, ma il venerdì della semifinali splende un sole cocente e Rafa non può far altro che ringraziare. Si sa che il sole e il caldo sono suoi alleati e differenza del suo avversario che soffre molto l’afa e non è certo un cappellino a bianco ad eliminare questo fastidio, ma stiamo parlando di un grande Nole, ancora nel pieno delle sue forze che con i colpi e soprattutto la grinta non vuole essere la solita vittima sacrificale parigina sull’altare maiorchino. I precedenti dicono 4-0 Nadal e un solo set concesso nella finale del 2012 vinta da Zio Toni e la pioggia, o la pioggia e Zio Toni a seconda delle vostre inclinazioni metereologiche.

1° set

Si parte con al servizio Djokovic e subito si capisce che non sarà una passeggiata di salute per Rafa. Il primo punto è subito uno scambio durissimo, tanto per chiarire quale sarà il canovaccio dell’incontro, che si conclude con un errore di Nadal. Gli errori gratuiti o meno gratuiti o forzati che dir si voglia saranno una costante da non sottovalutare. Si prosegue e arrivano nell’ordine vincente di diritto lungolinea, vincente di rovecio lungolinea a chiudere il servizio e dritto vincente inside-out, tutti di marca serba che si aggiudica il primo game in surplus.

Quando è Nadal a servire si evidenziano i primi problemi ad affrontare un avversario come Nole. La chiave è tutta nella risposta. Il primo punto è emblematico, Djokovic gioca molto profondo ed è impossibile ributtare la palla dall’altra parte della rete, la soluzione è andare a rete, Nadal lo sa benissimo e ne approfitta per prendere le redini del giuoco. In realtà è il serbo a prendere l’iniziativa per primo, ma sbaglia in diverse occasioni e la palla break non arriva. Nel frattempo c’è anche un ace a 192 km/h, tanto per gradire, ma è un drop velenoso ad annullarne l’effetto. Sulla prima parità arriva il primo errore dell’umpire Pascal Maria. La palla di Nadal è out, scende l’arbitro per controllare e addirittura sia lui che il numero 1 del mondo vedono la palla al di qua della riga. Clamorosa doppia svista. Ma ancora il gioco non è finito. Bene Djokovic che recupera un dritto inside-out, e ancora arriva l’errore di giudizio, questa volta però senza che nessuno se ne accorga. Dritto di Nadal fuori ma giudicato dentro. Per rimediare Rafa chiude con un bel circoletto rosso dato ad un vincente di rovescio passante inside-out. Primo squillo del campione che non sarà l’ultimo.

Al servizio Djokovic è molto più incisivo, concede poco e si gioca poco. Rafa ha il tempo di prendere tutto e piazzare il vincente cadendo indietro, tanto per non fare mancare nulla al suo repertorio vastissimo sulla terra battuta, ma molto meglio Nole in manovra che vince anche il cheek-to-cheek a rete. Ancora molti errori, ma è il serbo a mettere la testa avanti.

Nel 4° gioco finalmente Nadal si scuote e si mette sullo stesso livello dell’avversario. Ripropone il bis del primo punto del game precedente, grave errore di dritto a chiudere, ma niente di allarmante. Finalmente il timone della manovra è maiorchino e Djokovic è costretto all’errore e non può nulla contro l’ottimo rovescio incrociato del numero 2 del mondo. 2 pari.

La pressione si sposta tutta sul servizio serbo che inizia a titubare. Il pallettismo di Nadal è sfrenato e costringe a ben 2 errori consecutivi con il rovescio un ispirato Djokovic. Questi però rimedia subito e attacca la rete e come uno specchio costringe l’avversario a fare i suoi stessi errori, sempre di rovescio e sempre 2 consecutivi. Rafa mette il punto e inizia a spazzare il campo a destra e a sinistra con il dritto. Nole non ci sta e ancora errore Rafa. La seconda serba è debole ed è facile in questo modo affondare il dritto dall’alto in basso. Non si arriva mai alla palla break e arriva l’affondo di rovescio noliano, lungolinea per la precisione. Il game si chiude con un tentativo andato a male di Rafa di piazzare il drop in back. 3-2 Djokovic.

Inutile stare a parlare del sesto gioco. Nadal è perfetto e piazza 4 punti consecutivi, ma forse ne vale la pena…prima arriva un tentativo di recupero di un drop nadaliano che si vanifica con un lob che va fuori, poi marchio di fabbrica e vincente inside-in maiorchino. Ottimo anche il servizio e si chiude con un servizio vincente. 3 a 3. Parità assoluta, per ora.

E’ nel fatidico 7° gioco che la partita gira. In questo tratto di partita si vedono più errori che vincenti, ma non ci sorprende. Entrambi i giocatori non sono degli attaccanti (che brutta parola!) e molto spesso sperano nell’errore avversario, tecnica che sulla terra battuta era (è) un must. Nei primi punti tutto sembra andare per il meglio per chi serve anche se ci sono 2 errori che si riveleranno esiziale,  ma tutto questo Nole non lo sa. Mette a segno anche lo smash, colpo che si rivelerà fatale, ma non adesso. Il primo grave errore è di Nadal, brutto il dritto che spara lungo che porta il punteggio sul 40-30. Ma da qui in avanti sarà un calvario. Prima un unforced di Nole procura la prima palla break dell’incontro, ma Nadal restituisce il favore sbagliando allo stesso modo. Arriva finalmente un vincente ed è un rovescio di Nadal, seconda palla break. Bene Nole che annulla con uno schiaffo al volo, ma altri 2 non forzati consegnano il primo BREAK NADAL. 4 a 3 per lo spagnolo.

Rafa non si lascia sfuggire l’occasione di scappare avanti e ancora una volta si registra un gioco en blanco. Benissimo alla battuta con servizio vincente, ace e poi un punto con il serve&volley che lui sa fare ma che usa con estrema cautela e solo quando è necessario. 5-3.

Il 9° gioco è un gioco interlocutorio con Djokovic lasciato libero di sfogare la propria rabbia, ma non si scompone più di tanto. Nadal lascia fare e si prepara a chiudere.

Non ci sono più sussulti per questo set e Rafa chiude in grande stile perdendo solo un punto, frutto di un’ottima risposta di Djokovic. Il punto del 40-15 è da circoletto rosso: recupero andando indietro e vincente di dritto. Applausi. Sono passati 51 minuti e Rafa chiude per 6 giochi a 4, 36 punti contro 30.
Continua————>