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The GOAT Theory: 1931, Il Grande Tilden

Posted on 23 Luglio 2019

 

1931

La storia di Tilden esula molto dalle analisi storico-statistiche, ma vale la pena approfondirla perché così si descrive bene uno spartiaque nella storia del tennis.

Big Bill poteva essere professionista già nel 1926, però rifiutò. Nel frattempo erano sorti diversi episodi poco felici, ed ecco spiegato il cambiamento di rotta. Tilden si occupava di tennis a 360°, non era solo un giocatore che giocava tornei. Aveva scritto un libro sull’arte del tennis. Addirittura aveva anche collaborato per un giornale scrivendo articoli di tennis. Per questo motivo era stato radiato al Torneo di Wimbledon del 1928. Follia! Poi aveva firmato un contratto con la Metro Golden Mayer per un film-documentario sul tennis, violando ancora le regole che stabilivano in maniera precisa che un dilettante non potesse guadagnare dei soldi con il tennis.

Bill si era stancato di tutto questo e aveva deciso di fare il grande passo. Questa scelta sconvolge totalmente il mondo dei pro e del tennis in generale. Tilden in questa prima tornata sfida Karel Kozeluh, però non subito. Prima c’è il tradizione appuntamento con la “preistorica” Bristol Cup che premia per la 5a volta consecutiva il ceco. Mentre Kozeluh è in Europa, Tilden, Hunter e J. Emmett si riuniscono in Florida per il training.

Si parte al Madison Square Garden, come da migliore tradizione, e ci sono 15.000 spettatori, easy. È il 18 febbraio e Tilden vince facile il primo incontro e si capisce fin da subito chi è il più forte. Le “World Series” con il giocatore di Philadelphia acquistano un altro sapore. Affascinante è la scenografia, con il green canvas da sfondo e con l’inno nazionale americano suonato prima degli incontri.  A latere del main event gioca anche Frank Hunter, anche lui unitosi da poco alla truppa. È un grande giocatore anche lui, ma Tilden lo oscura. C’è anche Pare e questo dà modo di disputare anche dei doppi: Hunter-Tilden vs Kozeluh-Pare.

Tilden è padrone. Non manca di parlare di tennis. A vincere era abituato e così colleziona 9 vittorie su 9 contro Kozeluh nella prima parte delle World Series. Bill dice che avrebbe giocato ai massimo livelli per altri 5 anni. Solo? Poi non manca di rimarcare la differenza tra professionisti e dilettanti, dicendo che Henri Cochet, il miglior dilettante, avrebbe battuto Kozeluh. L’H2H è senza storia, ma nonostante tutto il pubblico si entusiasma lo stesso. Big Bill fa le cose in grande ed è la sua Tilden Tennis Tours l’organizzazione proprietaria del tour. È un’organizzazione raffazzonata, ma basta e avanza.

Dopo la prima parte nella East Coast ci si sposta in California. Si gioca sul cemento outdoor e qui i valori in campo un po’ cambiano. Tilden da dilettante aveva visto con il binocolo il cemento e qui lo soffre. Ed è il 14 marzo a Los Angeles che arriva la prima sconfitta per lui. Le sconfitte sono 2 consecutive, prima del ritorno alla normalità a San Francisco. Qui entra nella troupe Howard Kinsey che gioca il doppio. Il bilancio californiano dice: 3-0 Tilden indoor, 5-3 Kozeluh outdoor.

Nel frattempo inizia un’altra serie, quella tra Tilden e Richards, e si parte sempre dal MSG di New York. Il 9 maggio. Vinnie era fermo da diversi mesi, l’ultimo suo torneo giocato era stato lo U.S. Pro del 1930. Le partite sono combattute, secondo le cronache del tempo, ma vince sempre Bill. Dopo un 4-0 secco viene cancellato il 5° match di New York.

Un grande evento si gioca al Longwood di Boston. Il teatro della prima Coppa Davis. Si gioca un un 3 days (22-24 maggio) con un round robin a 4: Tilden, Richards, Kozeluh e Hunter. Bill è superiore a tutti e vince senza perdere un set con match tutti al meglio dei 5 set.  

Mentre si organizzano questi grandi eventi continua la serie Tilden-Kozeluh. Bill vince la maggior parte degli incontri che si disputano quasi ogni giorno, tranne qualche giornata vacante per permettere gli spostamenti. Solo sul cemento c’è equilibrio, per il resto è sempre è solo show filadelfiano. Un po’ di equilibrio c’è anche sul clay, ma solo relativamente ad un serie che ha già il suo vincitore fin dalla prima partita.

Si disputano altri eventi pro durante l’anno. A marzo c’è il Southern Pro su clay dove vince Paul Heston. Un evento che potremmo classificare come “preistorico”. Si gioca anche il British Pro a Wimbledon a luglio, ma è un evento effimero e lo sarà sempre da qui in avanti. L’evento clou è lo U.S. Pro che si disputa sull’erba di Forest Hills. Ci sono tutti i migliori professionisti del mondo ed è di gran lunga il torneo dell’anno. Vince Tilden che aggiunge un “Major” alla collezione che già era stata rimpiguata da dilettante. È durante questo evento che si parla del famoso servizio di Tilden a 151.2 mph. Una cifra che sembra irrealistica, però riportata da più fonti. Più veritiera è la velocità di 127.6 mph attribuita a Doeg.

Il tour Tilden-Kozeluh si chiude ad agosto, ma si continua a giocare negli USA. Ci sono: Bobby Seller, Emmet Pare, Albert Burke (irlandese), Frank Hunter. C’è poca logica in questo spicchio di tour, però l’unico certezza è che vince Tilden. Il “campione del mondo” del 1931 è lui, e la tabella finale indica questi dati:


Dagli USA il pro tour passa in Europa e sarà un’altra tappa fondamentale per l’evoluzione dell storia del tennis. Con i migliori pro in Europa c’è la possibilità di organizzare grandi eventi professionistici anche nel vecchio continente. È il caso del French Pro che quest’anno però è un po’ scarno rispetto all’anno precedente. Si gioca sempre a Parigi al “Garros”, ma non c’è Tilden. Ci sono i grandi francesi, ma non Bill, né Richards, né Kozeluh. Il tour europeo gira e tocca città quali: Parigi, Bruxelles, Amsterdam, Amburgo, Berlino e Colonia. Saltano 2 date in Italia e anche Monte Carlo. Si chiude a Parigi a novembre. Tanto per cambiare vince Tilden, il mattatore del 1931.

Inutile dire che è Bill Tilden il migliore pro del 1931. Ancora non è avvenuto lo “switch off” definitivo, però i pro segnano il cammino per una inversione di tendenza che fino a 6 anni prima sembrava rivoluzionaria ed eretica allo stesso tempo.

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